Addio fermo amministrativo e pignoramenti con la sanatoria delle cartelle esattoriali, quando è possibile?

Cosa accadrà a fermo amministrativo, pignoramento e confische con la nuova sanatoria delle cartelle esattoriali.

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Per colpa della sanatoria delle cartelle esattoriali appena introdotta con la legge di Bilancio da parte del governo Meloni, la confusione relativa a debiti e pendenze tributarie o fiscali o ancora, tasse e imposte, è davvero tanta. Infatti molti contribuenti non hanno ben capito cosa possono sfruttare del nuovo provvedimento di sanatoria è su quali debiti potranno godere di sconti e agevolazioni. Anche perché la materia è vasta, dato che si parla di cartelle esattoriali, tasse e tributi evasi, scadenze e ruoli. Ciò che ancora di più confonde, è l’effetto che la sanatoria farà su tutti quei provvedimenti di esecuzione forzata che Agenzia delle Entrate Riscossione adesso, o prima Equitalia, erano soliti avviare nei confronti degli indebitati.

“Buonasera, mi chiamo Mario e sono un contribuente che ha dei debiti di natura fiscale. Irpef e bollo auto soprattutto. Ma ho anche qualche multa e forse un paio di rate della TARI. Una situazione di debiti che superano i 5.000 euro credo.

Adesso vorrei mettermi in regola, sfruttando la nuova rottamazione che credo arrivi fino al 2022 se ho letto bene da qualche parte. Ho una auto, una Fiat Bravo su cui ho un fermo amministrativo di cui mi sono reso conto solo da poco visto che ho provato a venderla ma la visura che il mio acquirente ha fatto all’ACI ha dato esito negativo. Se sfrutto la rottamazione delle cartelle poi, come faccio a sbloccare l’auto per poterla vendere?”

La sanatoria delle cartelle esattoriali del Governo Meloni, in cosa consiste?

I debiti di un contribuente che rientrano nella sanatoria delle cartelle esattoriali riguardano, come evidenza vuole, le cartelle esattoriali e non tasse e tributi evasi ma non ancora passati a ruolo.
In altri termini, significa che per poter godere dei privilegi previsti dalla sanatoria del nuovo Governo, i debiti devono essere già passati nelle mani di Agenzia delle Entrate Riscossione. La nuova sanatoria prevede due distinte soluzioni ai debiti, la prima è la cancellazione automatica delle cartelle di importo, comprensivo di sanzioni e interessi, inferiore a 1.000 euro. La seconda è la nuova rottamazione delle altre cartelle ricevute da un contribuente tra gennaio 2000 e giugno 2022. Come dicevamo, tutto ok a condizione che si tratti di cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate Riscossione. Anzi, a dire il vero, per la cancellazione delle cartelle di importo più basso e fino al 2015, si parla di cartelle già di Equitalia.  Infatti il passaggio da Equitalia ad Agenzia delle Entrate Riscossione, come funzioni di concessionario alla riscossione, è del 2017.

Niente sanatoria per debiti non ancora cartella

Sono diverse le osservazioni che possono tornare utili su queste sanatorie, per quanti si trovano alle prese con dei debiti di varia natura con Enti pubblici. Escludendo aiuti di Stato indebitamente percepiti, evasione o presunta evasione dell’IVA o sanzioni amministrative aggiuntive a sentenze penali, tutti gli altri balzelli che riguardano un contribuente possono finire nei provvedimenti di sanatoria. Ma tutti quei debiti che, non essendo ancora cartelle, non rientrano nella sanatoria, resteranno da pagare normalmente. Per esempio un bollo auto del 2021 difficilmente sarà già cartella esattoriale. E se c’è evasione su un bollo di questo periodo, il debito resterà da pagare. Il fattore determinante riguarda la data entro cui il debito è stato maturato.

Cosa accade al fermo amministrativo dell’auto con la nuova sanatoria?

Addio fermo amministrativo e pignoramenti con la sanatoria delle cartelle esattoriali, questo ciò che molti auspicano. E a dire il vero questa cosa si verificherà, ma solo se il provvedimento di fermo non è stato ancora imposto. Il nostro lettore ci dice invece che la sua auto è stata già colpita da quello che a tutti gli effetti è il principale strumento di esecuzione forzata utilizzato dal concessionario alla riscossione.
Spesso Agenzia delle Entrate Riscossione, come faceva una volta Equitalia, avvia queste procedure contro i contribuenti morosi. E se non pagano dopo la notifica di una cartelle, ecco che si passa al preavviso di fermo. Il nostro lettore però ha già superato questo step. Infatti avrà ricevuto in passato il preavviso di fermo amministrativo del suo veicolo. Preavviso che poi è diventato effettivo, e quindi fermo amministrativo vero, continuando a non pagare il debito nei confronti del concessionario. Per lui l’adesione alla sanatoria non sortirà alcun effetto, perché se le cartelle più vecchie e più piccole verranno cancellate, resteranno da sanare quelle più nuove. Ed anche se con la rottamazione si può pagare a rate, il contribuente versando la prima rata non potrà vedere il provvedimento di fermo sospeso.

Cosa accade ai pignoramenti di stipendio, pensioni e conto corrente con la sanatoria

Solo completando tutto il pagamento il nostro lettore, come qualsiasi altro contribuente nella stessa situazione, potrà ottenere lo sblocco del veicolo. Con la rottamazione delle cartelle si potrà ottenere un piano di dilazione fino a 18 rate. Di queste le prime due pari al 10% del debito cadauna, andranno pagate rispettivamente entro il 31 luglio 2023 e il 30 novembre 2023. Le altre fino al 2027, con rate ogni 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre. L’unica alternativa per sbloccare subito quello che a tutti gli effetti è un sequestro dell’auto, anche se resta nel possesso del contribuente, è il pagamento dell’intero debito. Aspettando il pagamento dell’ultima rata a novembre 2027 o versando in unica soluzione in concomitanza con la prima scadenza del 31 luglio 2023.

Importanti le FAQ che il concessionario alla riscossione produrrà sulla sanatoria delle cartelle esattoriali

Lo stesso meccanismo vale per pignoramenti di stipendio, pensioni o conto corrente. Anche questi sono strumenti largamente utilizzati dal concessionario come esecuzione forzata. Se questi provvedimenti sono già stati avviati dal concessionario, bisognerà promuovere domanda per la sospensiva. Più difficile bloccare un pignoramento con vendita all’incanto se già avviato.
Per tutti i casi in cui ci sia solo il preavviso, è evidente che si possa bloccare la procedura esecutiva aderendo alla rottamazione delle cartelle. Su questi aspetti però molto importanti saranno le risposte a FAQ e interpelli che l’Agenzia delle Entrate Riscossione produrrà non appena il provvedimento sarà effettivo.
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