Acquisti regali hi-tech per Natale: tassa equo compenso fa salire i prezzi

Anche per il Natale 2015 i regali hi-tech promettono di essere i più gettonati. Attenzione però alla tassa sull’equo compenso che in Italia fa salire i prezzi

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Anche per il Natale 2015 i regali hi-tech promettono di essere i più gettonati. Attenzione però alla tassa sull’equo compenso che in Italia fa salire i prezzi

Se per Natale 2015 avete scelto smartphone o altri regali hi-tech prestate attenzione al prezzo e alla tassa sull’equo compenso. Avete notato che in Italia i dispositivi tecnologici costano di più rispetto alla media europea? Vi siete mai chiesti il perché di questa differenza?

Equo compenso: la tassa sui telefonini

Facciamo un confronto sugli ultimi modelli di smartphone, i più richiesti tra i regali di Natale hi-tech per il 2015: l’iPhone 6s da 16GB in Francia costa 749€, in Germania si trova a 739€, mentre in Italia si arriva a 779€. E’ proprio sul top della gamma degli smartphone non brandizzati che si evidenziano le differenze maggiori. Differenze che potrebbero sembrare incomprensibili facendo un paragone con i salari medi francesi o tedeschi e che, infatti, non dipendono dal tenore di vita ma da una tassa, il cd equo compenso, tipica del mercato italiano.

Smartphone: conviene comprarli all’estero?

Rientrano in questo discorso tutti gli smartphone non brandizzati perché, per gli altri, le offerte degli operatori telefonici servono ad abbassare il prezzo. Si tratta di una tassa sugli Storage che prevede un costo extra per ogni Gigabyte di memoria di cui è dotato lo smartphone. L’importo della tassa sugli smartphone può quindi variare dai 4€ per un dispositivo con 16GB di memoria ai 10€ per uno da 128GB. Va detto peraltro che ci sono anche altri fattori che incidono sul prezzo finale di un telefonino in Italia: tra questi ad esempio le spese di trasporto su strada e l’IVA.

Equo compenso: a cosa serve la tassa sugli smartphone?

L’equo compenso, come suggerisce il nome, serve a risarcire la SIAE per i mancati introiti dovuti alle copie di opere audiovisive (canzoni, film etc).

Equo compenso: dubbi di legittimità

A dispetto del nome però la tassa presenta delle caratteristiche che ne mettono in dubbio l’equità. Prima di tutto infatti viene determinata a priori a qualsiasi tipo di dispositivo idoneo all’archiviazione di file audio e video (hard disk, TV, computer, smartphone, tablet etc) a prescindere dall’uso effettivo che se ne fa. Inoltre l’equo compenso non sostituisce la tassa sul diritto d’autore.

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