Acconto Iva al 28 dicembre: i soggetti esonerati o in proroga

Non sono chiamati alla cassa i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103,29 euro.

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Non sono chiamati alla cassa i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103,29 euro.

Entro il 28 dicembre  va versato l’acconto Iva 2020, la scadenza naturale sarebbe il 27 che però cade di Domenica. Per i soggetti che rientrano nella proroga prevista dal Ristori-quater, l’acconto Iva nonché gli altri versamenti Iva da liquidazione e le ritenute alla fonte di dicembre si versano in unica soluzione entro il 16 marzo 2021. Prevista anche  la possibilità di  rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

 

Ad ogni modo, specifici esoneri sono previsti a livello normativo. Ad esempio, sono esonerati i produttori agricoli e le associazioni sportive dilettantistiche nonchè le associazioni senza scopo di lucro e pro-loco, in regime forfetario IVA.

 

Ecco in chiaro chi è tenuto al versamento dell’acconto Iva chi invece è esonerato.

L’acconto Iva

Il 27 dicembre è il termine ultimo per versare l’acconto Iva dovuto per le liquidazioni periodiche di chiusura dell’ultimo mese o dell’ultimo trimestre dell’anno. Il versamento deve essere effettuato in F24 con il codice tributo:

 

  • “6013”, se trattasi di contribuente mensile;
  • “6035”, se trattasi di contribuente trimestrale.

Essendo che il 27 cade di domenica, per quest’anno la scadenza è spostata a lunedì’ 28.

Modalità di calcolo

Per calcolare l’acconto Iva, sono previsti tre metodi precisi:

  • storico
  • previsionale
  • analitico.

 

Analizziamo i singoli metodi.

Metodo storico

Applicando il metodo storico, l’acconto Iva è pari all’88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell’anno precedente.

 

Il versamento preso a base del calcolo deve essere al lordo dell’acconto dovuto per l’anno precedente.

Semplificando, la base di calcolo, su cui applicare l’88%, è pari al debito d’imposta risultante:

  • per i contribuenti mensili dalla liquidazione periodica relativa al mese di dicembre dell’anno precedente
  • i contribuenti trimestrali ordinari dalla dichiarazione annuale Iva
  • per i contribuenti trimestrali “speciali” (autotrasportatori, distributori di carburante, imprese di somministrazione acqua, gas, energia elettrica, ecc.
    ) alla liquidazione periodica del quarto trimestre dell’anno precedente.

Metodo previsionale

Con il metodo previsionale l’acconto viene calcolato sulla base di una stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre.

Con questo metodo, l’acconto è pari all’88% dell’Iva che si prevede di dover versare:

  • per il mese di dicembre, se si tratta di contribuenti mensili
  • in sede di dichiarazione annuale Iva, se si tratta di contribuenti trimestrali ordinari
  • per il quarto trimestre, per i contribuenti trimestrali “speciali”.

Per rendere omogenei il dato storico con quello previsionale, occorre considerare il dato previsionale al netto dell’eventuale eccedenza detraibile riportata dal mese o dal trimestre precedente.

Metodo analitico

Il calcolo con il metodo analitico si basa sulle operazioni effettuate fino al 20 dicembre. In particolare, l’acconto è pari al 100% dell’importo risultante da un’apposita liquidazione che tiene conto dell’Iva relativa alle seguenti operazioni:

  • annotate nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali)
  • effettuate, ma non ancora registrate o fatturate, dal 1° novembre al 20 dicembre
  • operazioni annotate nel registro delle fatture degli acquisti dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali).

La proroga prevista nel D.L-Quater

Il D.l. 157/2020, decreto Ristori-quater,  all’art.2 prevede la sospensione dei versamenti in scadenza a dicembre.

 

La sospensione riguarda:

 

  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato,
  • con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre 2020 (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente).

 

Nello specifico, sono sospesi i termini di versamento relativi:

 

  • ai versamenti delle ritenute alla fonte (articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 in materia di ritenuta sui redditi di lavoro dipendente e assimilati) e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • ai versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto;
  • versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.

 

La sospensione opera per le partite iva che hanno intrapreso l’attività in data successiva al 30 novembre 2019.

Ulteriori soggetti interessati dalla proroga

Ancora, la sospensione si applica, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi:

 

  • ai soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale;
  • ai soggetti che esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (individuate alla data  del  26  novembre 2020 con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell’articolo 30 del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, cd. zone arancioni e rosse);
  • ai soggetti oggetto di misure restrittive che operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2 al sopra citato decreto-legge (principalmente commercio al dettaglio e servizi alla persona), ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (individuate alla data del  26  novembre 2020 con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’articolo 3 del DPCM 3 novembre 2020 e dell’articolo 30 del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, cd. zone rosse).

 

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021. Inoltre è ammessa anche la rateazione del dovuto. Fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Acconto Iva: soggetti esonerati

Sono obbligati al versamento dell’acconto tutti i contribuenti Iva tranne coloro che non sono tenuti a effettuare le liquidazioni periodiche Iva, mensili o trimestrali.

 

Come ribadito dall’Agenzia delle entrate sul proprio portale sono, invece, esonerati dal versamento dell’acconto i soggetti che non dispongono di uno dei due dati: “storico” o “previsionale”, su cui sostanzialmente si basa il calcolo (Fonte portale Agenzia delle entrate).

 

Ad esempio, è il caso dei soggetti che:

 

  • hanno cessato l’attività, anche per decesso, entro il 30 novembre se mensili o entro il 30 settembre se trimestrali oppure hanno iniziato l’attività;
  • hanno chiuso il periodo d’imposta precedente con un credito di imposta (risultante anche dalla liquidazione Iva periodica), a prescindere dalla presentazione della richiesta di rimborso;
  • pur avendo effettuato un versamento per il mese di dicembre o per l’ultimo trimestre del periodo d’imposta precedente, oppure in sede di dichiarazione annuale per il periodo d’imposta precedente, prevedono di chiudere la contabilità Iva con una eccedenza detraibile di imposta.

Acconto Iva: ulteriori soggetti esonerati

Non sono obbligati al versamento, i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103,29 euro.

 

Sono, inoltre, esonerati dal versamento dell’acconto:

  • i contribuenti che, nel periodo d’imposta, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell’imposta;
  • i produttori agricoli “di cui all’art. 34, comma 6, del DPR n. 633 del 1972”;
  • i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;
  • le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario;
  • i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
  • gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva.

 

Naturalmente sono esonerati anche i contribuenti forfettari e i c.d minimi. Anche laddove siano al primo anno in cui sono rientrati nel regime “ordinario”. Questo perché manca un dato storico per il calcolo dell’acconto.

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