Acconto Iva 2011: scadenza 27 dicembre

Scade il 27 dicembre il termine per il versamento dell'acconto Iva 2011. I tre metodi per il calcolo dell'acconto Iva, le sanzioni per l'omesso versamento ed il ravvedimento operoso.

di Roberto Franchini, pubblicato il
Scade il 27 dicembre il termine per il versamento dell'acconto Iva 2011. I tre metodi per il calcolo dell'acconto Iva, le sanzioni per l'omesso versamento ed il ravvedimento operoso.

VERSAMENTO ACCONTO IVA 2011 ENTRO IL 27 DICEMBRE

I soggetti con partita IVA, che effettuano le liquidazioni ed il relativo versamento di tale imposta sia con cadenza mensile che trimestrale, sono tenuti a versare l’acconto Iva per l’anno 2011 entro il 27 dicembre 2011. Mancano dunque soli 8 giorni, e raccomandiamo a tutti voi lettori di rispettare questa data, per non incorrere nelle sanzioni di cui vi parleremo più avanti.

 

Diciamo subito che tale acconto, qualora risulti di importo inferiore a € 103,29, non è dovuto. Diciamo inoltre che per il versamento deve essere utilizzato il classico modello di pagamento F24, indicando alternativamente uno dei seguenti codici tributo: 6013 per chi versa l’Iva mensilmente, altrimenti il codice è 6035 per chi la versa ogni tre mesi. Vediamo più nel dettaglio chi è esonerato dall’acconto Iva 2011.

 

PAGAMENTO ACCONTO IVA: SOGGETTI ESONERATI

Sono esonerati dal versamento dell’acconto Iva i soggetti che:

  • hanno iniziato l’attività in corso d’anno;
  • sono cessati prima del 30 novembre (mensili) o del 30 settembre (trimestrali);
  • nell’ultimo periodo (mese o trimestre) dell’anno precedente risultavano a credito;
  • dalla liquidazione IVA straordinaria al 20 dicembre (metodo analitico), risultano a credito;
  • applicano il regime delle nuove iniziative produttive di cui all’art. 13 della L. n.388/00;
  • rientrano nel regime dei “minimi”; (leggi la Guida al regime dei minimi)
  • presumono di chiudere l’anno in corso a credito, (metodo previsionale), ovvero con un debito non superiore a € 116,72, (il cui 88% è pari a 102,71 euro, importo inferiore al versamento minimo di € 103,29);
  • effettuano solamente operazioni esenti o non imponibili,

 

METODI CALCOLO ACCONTO IVA

Esistono tre metodi per determinare l’acconto Iva il metodo storico, il metodo previsionale ed il metodo analitico. Vediamoli nel dettaglio.

 

1 – METODO STORICO ACCONTO IVA

Sulla base di tale criterio, l’acconto è pari all’88% dell’Iva dovuta relativamente:

  • al mese di dicembre 2010 per i contribuenti mensili;
  • al saldo dell’anno 2010 per i contribuenti trimestrali;
  • al 4° trimestre dell’anno precedente (ottobre/novembre/dicembre 2010), per i contribuenti trimestrali “speciali” (autotrasportatori, distributori di carburante, odontotecnici).
  • In tutti i casi, il calcolo si esegue sull’importo dell’Iva dovuta al lordo dell’acconto eventualmente versato nel mese di dicembre 2010.

Qualora, il regime di liquidazione iva relativo al 2011 sia mutato rispetto a quello adottato nel corso del 2010, passando da mensile a trimestrale o viceversa, la determinazione dell’acconto con il metodo storico dovrà essere sottoposta ad opportuni adattamenti. In particolare occorre considerare quanto segue:

  • contribuente mensile nel 2010 che è passato a trimestrale nel 2011: l’acconto dell’88% è pari alla somma dell’Iva versata (compreso l’acconto) per gli ultimi tre mesi del 2010, al netto dell’eventuale eccedenza detraibile risultante dalla liquidazione relativa al mese di dicembre 2010;
  • contribuente trimestrale nel 2010 che è divenuto mensile nel 2011: l’acconto dell’88% è pari ad un terzo dell’Iva versata (a saldo e in acconto) per il quarto trimestre del 2010; qualora a causa di un maggior versamento in acconto rispetto al dovuto, il contribuente risulti a credito in sede di dichiarazione annuale, l’acconto per il 2011 è pari ad un terzo della differenza tra acconto versato e saldo a credito da dichiarazione annuale.

 

2 – METODO PREVISIONALE ACCONTO IVA

In alternativa al metodo storico, il contribuente, ai fini del calcolo dell’acconto IVA, ha la facoltà di adottare il metodo “previsionale”, applicando l’88% all’IVA dovuta sulla base di una stima delle operazioni che verranno effettuate fino alla chiusura del periodo d’imposta.

In tale ipotesi:

ACCONTO IVA 2011   =88% del valore presunto  per l’ultima liquidazione mensile o trimestrale del 2011.

Coloro che intendono adottare tale metodo di calcolo dovranno essere in grado di effettuare la stima delle fatture attive e passive da emettere e ricevere entro il 31.12.2011 con sufficiente precisione, in quanto il carente versamento d’imposta per effetto di errate previsioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del 30%.

 

3 – METODO ANALITICO ACCONTO IVA

Con questo criterio, l’acconto IVA da versare entro il 27/12/2011 risulta pari al 100% dell’Iva risultante da una liquidazione straordinaria, effettuata considerando:

–          le operazioni attive effettuate fino al 20 dicembre 2011, anche se non sono ancora state emesse e registrate le relative fatture di vendita;

–          le operazioni passive registrate fino alla medesima data del 20 dicembre.


SANZIONI OMESSO VERSAMENTO ACCONTO IVA E RAVVEDIMENTO OPEROSO 

Il mancato o insufficiente versamento dell’acconto IVA è punito con una sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta dovuta. Il contribuente che non ha versato l’acconto, per sanare l’irregolarità, ha la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso applicando le seguenti riduzioni alla suddetta sanzione minima:

–          1/10 (ossia il 3%) se il pagamento avviene entro 30 giorni dalla scadenza;

–          1/8 (ossia il 3,75%) se il pagamento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa.

Contestualmente al versamento dell’imposta occorre versare anche gli interessi nella misura di legge (attualmente il 1,5%) per tutti i giorni di ritardo.

Inoltre la data del 27 dicembre 2011 contraddistingue il momento oltre il quale l’omesso versamento dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale dell’anno precedente (in questo caso del periodo di imposta 2010), se di importo superiore a 50.000 euro, costituisce violazione che assume rilevanza penale.

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni, Tasse e Tributi