Acconto IMU 2020: attenzione al versamento minimo

Il legislatore stabilisce che l’IMU non è dovuta qualora sia uguale o inferiore a 12 euro, riferendosi all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo

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Il legislatore stabilisce che l’IMU non è dovuta qualora sia uguale o inferiore a 12 euro, riferendosi all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo

Ancora pochi giorni alla scadenza del termine di versamento dell’acconto IMU 2020. La data è fissata, com’era per la vecchia IMU, al 16 giugno 2020 (il saldo o conguaglio scadrà, invece, il 16 dicembre prossimo).

L’imposta locale sugli immobili dovuta da quest’anno, come ben noto, risulta essere novellata dalla Legge di bilancio 2020. In pratica, la nuova IMU incorpora ora anche la vecchia TASI (tassa sui servizi indivisibili). La disciplina è sostanzialmente identica alla precedente con qualche piccola differenza.

Non sono cambiate nemmeno le scadenze di versamento e confermati sono anche i codici tributo che erano previsti per la vecchia imposta (si veda Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 29/E del 29 maggio 2020).

Versamenti minimi

Il legislatore, a livello nazionale, non ha previsto, a fronte dell’emergenza Covid-19, alcuna sospensione o spostamento della scadenza del 16 giugno prossimo per l’acconto, lasciando tale possibilità all’autonomia regolamentare del comune di ubicazione degli immobili. Dunque, prima di recarsi alla cassa entro il prossimo martedì, si consiglia di consultare l’ufficio tributi (o il sito istituzionale) del comune per capire se l’ente sia intervenuto o meno in tal senso.

Altro aspetto da considerare è che il legislatore continua a prevedere anche per la novellata imposta un importo minimo al di sotto del quale non occorre procedere al versamento. Come si legge, infatti, anche nello schema di regolamento IMU pubblicato sul sito istituzionale IFEL, all’art. 9, “L’imposta non è dovuta qualora essa sia uguale o inferiore a 12 euro. Tale importo si intende riferito all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo”.

Dunque, se ad esempio, l’importo IMU dovuto in acconto sia pari ad 11 euro e quello del saldo anch’esso ad 11 euro, il contribuente (unico proprietario dell’immobile) potrà saltare la scadenza del 16 giugno ma dovrà mettersi in regola in sede di conguaglio versando i complessivi 22 euro (oppure potrebbe versare 11 euro in acconto ed 11 euro a saldo).

Laddove, invece, ad esempio, la rata di acconto fosse pari a 5 euro e quella del conguaglio a 6 euro, questi potrà ritenersi esonerato in ogni caso dal versamento (l’IMU complessiva, infatti, risulterà in questo caso inferiore a 12 euro).

Si tenga, comunque, presente che il comune potrebbe prevedere un importo minimo più elevato rispetto ai 12 euro.

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