Accise benzina e diesel: la stangata sembrerebbe concretizzarsi sul serio

L’emendamento presentato in questi giorni in parlamento sembrerebbe si stia per concretizzare. Non si trovano altre coperture e al governo non resta altro da fare.

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L’emendamento presentato in questi giorni in parlamento sembrerebbe si stia per concretizzare. Non si trovano altre coperture e al governo non resta altro da fare.

Ebbene si, la proposta dell’aumento delle accise sui carburanti, non accenna a sgonfiarsi, e, anzi, di giorno in giorno sembrerebbe poter concretizzarsi sempre di più.

Si sperava in una bocciatura in parlamento dell’emendamento in questione, ma, nella realtà dei fatti, si è solo riusciti a rimandare di un solo anno l’imposta più odiata e ingiustificata che ci sia in Italia.

Ad essere precisi, il governo è riuscito a sterilizzare quest’aumento solamente per l’anno 2020, ma, se non si dovessero trovare delle valide coperture, a partire dal primo gennaio 2021, il rincaro sarà automatico e, c’è da giurarci, molto doloroso.

La stangata per il 2021 e il 2022

Gli aumenti saranno, sostanzialmente, divisi in due tranche:

  • 303 milioni di euro a partire dal primo gennaio 2021;
  • 651 milioni di euro a partire dal primo gennaio 2022.

Complessivamente, lo stato si attende entrate derivanti dalle accise sui carburanti di:

  • 1,2 miliardi di euro nel 2021;
  • 1,7 miliardi di euro nel 2022.

C’è da ricordare che questo emendamento è stato posto in essere, principalmente, al fine di garantire la copertura delle novità riguardanti le auto aziendali, si veda a tal proposito: “Auto aziendali: il governo ci ripensa. Nessuna stretta nel 2020”.

Leggi anche: “Bonus digitale: 2000 euro per tutti i cittadini, direttamente sul conto corrente, a partire dal prossimo anno”.

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