Accertamento fiscale: è sempre legittimo in presenza di lavoratori in nero

Secondo una recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, l’accertamento è sempre legittimato in presenza di lavoratori in nero, anche se il reddito è in linea con gli studi di settore.

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Secondo una recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, l’accertamento è sempre legittimato in presenza di lavoratori in nero, anche se il reddito è in linea con gli studi di settore.

Con ordinanza n. 30792 del 2019 la Suprema Corte di Cassazione dichiara, sostanzialmente, ammissibile l’azione di accertamento fiscale, da parte dell’Agenzia delle Entrate, anche se il reddito è in linea con gli studi di settore.

La questione oggetto di ricorso

La società in questione, oggi in fase di liquidazione, aveva presentato ricorso in merito ad un avviso d’accertamento dell’Agenzia delle Entrate perché il reddito prodotto nell’anno era perfettamente in linea con gli studi di settore, anche se la stessa società aveva lavoratori in nero.

Ed è proprio quest’ultima questione che ha fatto scattare l’accertamento.

La Commissione Tributaria Provinciale e la Commissione Tributaria Regionale hanno rigettato il ricorso del contribuente e affermato che: “la congruità del reddito con gli studi di settore non costituiva valida prova alla pretesa erariale”.

Inoltre, secondo queste sentenze, confermate anche dalla Cassazione, l’Amministrazione finanziaria ha libertà di scelta circa il metodo d’accertamento, motivo per cui può anche decidere di non avvalersi dei parametri stabiliti dagli studi di settore.

In definitiva, viene stabilito il principio secondo il quale: un accertamento è sempre legittimo nel caso in cui in azienda siano presenti lavoratori in nero.

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