Accertamento esecutivo inizia l’1 ottobre 2011 dopo il rinvio estivo

Cambiano le regole sull'esecutività dell'accertamento: da ottobre gli atti di accertamento diverranno titolo per la riscossione del tributo e l'esecuzione forzata

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Cambiano le regole sull'esecutività dell'accertamento: da ottobre gli atti di accertamento diverranno titolo per la riscossione del tributo e l'esecuzione forzata

Accertamento esecutivo luglio 2011 – Dopo lo slittamento proposto, inizialmente era stato previsto dal 1° luglio, dal 1° ottobre entreranno in vigore le norme inerenti la nuova esecutività dell’accertamento.

Decreto sviluppo 2011 – La norma prevista dal decreto sviluppo ( articolo 29 della manovra estiva del 2010 ) chiama tecnicamente l’istituto “concentrazione della riscossione nell’accertamento”. Al di là della terminologia tecnica le novità sono rilevanti, in quanto dal 1° ottobre gli atti di accertamento diventano titolo per la riscossione del tributo e l’esecuzione forzata . Pertanto se prima di tale data viene inviato prima un atto di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria, e se poi non si effettua il pagamento viene prevista l’iscrizione a ruolo e la successiva cartella di pagamento ( con le sanzioni che dovranno essere pagate in misura piena e non agevolata) dal 1° ottobre le regole saranno differenti.

Atto di accertamento titolo per riscossione – L’ atto di accertamento infatti costituirà titolo anche per effettuare la riscossione  se non viene pagato quanto dovuto entro i 60 giorni di termine previsti. Pertanto non sarà effettuata alcuna iscrizione a ruolo e non sarà notificato al contribuente un nuovo atto ( cartella di pagamento), tutto è deciso con la notifica del primo avviso. La nuova normativa riguarda alcuni specifici tributi (imposte sui redditi, relative addizionali, Irap ed Iva), mentre i periodi di imposta  sono quelli relativi al 31 dicembre 2007 e quelli successivi. Non rientrano quindi nel novero dei tributi per cui si apportano modifiche i tributi doganali o altri tributi indiretti, diversi dall’iva ( come ad esempio l’imposta di registro).

Tuttavia l’iscrizione a ruolo rimane in vigore per alcune categorie di atti, come quelli inerenti l’attività di liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni ( artt 36-bis e 36-ter del Dpr 600 del 1973).

Accertamento esecutivo titolo esecutivo: quando?

Inoltre occorrerà chiarire la data esatta in cui il “nuovo” sistema di accertamenti esecutivi costituirà titolo esecutivo. In particolare la norma ( articolo 29 del D.l. 78 del 2010) stabilisce che l’accertamento diviene esecutivo decorsi sessanta giorni dalla notifica. Tuttavia in precedenza era stato disposto che l’atto deve contenere l’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso.  Tuttavia se si effettua istanza per accertamento con adesione il termine  si prolunga di altri 90 giorni ed alla fine l’accertamento dovrebbe essere esecutivo dopo 150 giorni ( con ulteriore prolungamento se la scadenza abbraccia i termini dal 1 agosto al 15 settembre, giorni di sospensione feriale per i tribunali).

Sospensione esecuzione forzata – Per quanto riguarda l’esecuzione forzata invece una specifica norma della legge 106 del 2011 ( che ha convertito il Dl 70 del 2011)  prevede che venga sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento in carico degli agenti della riscossione degli atti aventi valenza di titolo esecutivo.  Pertanto una volta affidato il carico delle somme ad Equitalia ( massimo entro 30 giorni dalla data di ultima per poter presentare ricorso) l’esecuzione forzata viene sospesa per 180 giorni consecutivi. Tale slittamento di 180 giorni viene concesso sia al contribuente che presenta ricorso sia a quello che accetta in ogni caso la pretesa tributaria. In ogni caso la sospensione di 180 giorni non riguarda le azioni cautelari che l’amministrazione può portare a termine.

Agenzia entrate iscrizione ipotecaria – Sarà quindi possibile per l’Agenzia richiedere l’autorizzazione all’iscrizione dell’ipoteca e procedere anche al sequestro conservativo dei beni. Anche l’agente della riscossione ha la facoltà di iscrivere ipoteca ed attuare il fermo sui beni del soggetto a cui è stato notificato l’accertamento. Inoltre la sospensione dell’esecuzione non opera  se il concessionario è in possesso di elementi idonei che dimostrino un fondato pericolo per la riscossione.

Esecutività accertamento: cosa può fare il contribuente?

Ricordiamo che il contribuente che riceve un atto di accertamento ha la possibilità di seguire diverse strade. La prima è quella che in gergo tecnico viene chiamata “acquiescenza” e prevede la rinuncia ad impugnare l’atto ed a presentare accertamento con adesione.  Si accetta quindi di effettuare il pagamento entro 60 giorni dalla notifica dell’atto e si effettua il pagamento delle sanzioni in misura ridotta, delle maggiori imposte e degli interessi.

Impugnazione atto di accertamento – In alternativa è possibile per il contribuente effettuare istanza di adesione  e la domanda deve essere corredata di tutti i dati anagrafici del richiedente compreso il recapito telefonico.  L’istanza deve pervenire all’ufficio che ha emesso l’atto entro 60 giorni dalla data di notifica, anche tramite posta.

L’impugnazione prevede invece che il contribuente che ha ricevuto un’ atto di accertamento  si rivolga alla competente commissione tributaria provinciale. In questo caso, tramite un’apposita modalità di sostituzione in giudizio, e pagano un contributo unificato di lite si ha la possibilità di far rivalere le proprie ragioni, e qualora siano fondate di rivedere il contenuto dell’atto ricevuto. Il contribuente ha anche la possibilità di presentare o meno la richiesta di sospensiva. In ogni caso vale comunque lo stop di 180 giorni dell’esecuzione forzata a partire dalla data di affidamento in carico.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi