Accertamento esecutivo al via, commissioni tributarie rischiano ingolfamento

Dall'introduzione degli accertamenti esecutivi il governo si attende 1 mld di entrate

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Dall'introduzione degli accertamenti esecutivi il governo si attende 1 mld di entrate

Dal 1 ottobre è in vigore gli accertamento esecutivo, senza bisogno quindi di iscrizione al ruolo e successiva notifica della cartella esattoriale.  L’obiettivo dell’esecutivo, oltre a semplificare una procedura tutto sommato abbastanza lunga, è quella di portare a casa almeno un miliardo di euro dovuti in gran parte al taglio dei tempi fra contestazione del mancato pagamento  e la riscossione effettiva.  Il calcolo è stato fatto sulla base del fatto gli accertamenti da inviare nel 2011 dovrebbero essere almeno 5 – 600 mila in netto calo come numero , ma non come imponibile accertato, rispetto agli oltre 700 mila già inviati nel 2010. Sebbene l’erario si aspetti un ritorno concreto dall’introduzione di tale tipo di norma, le commissioni tributarie potrebbero essere inondate di richiesta di sospensiva e di ricorsi, istanze a cui occorre dare risposta entro sei mesi, pena l’iscrizione di ipoteca sull’immobile.

Accertamenti esecutivi: il governo si attende un gettito di 1 mld –  In ogni caso gli ultimi mesi del 2011 forniranno un riscontro di quanto la norma possa essere fonte di istanze di ricorso o di sospensiva. Infatti probabilmente inizieranno ad essere notificati i primi accertamenti relativi all’anno di imposta 2007 ed i tecnici del ministero del Tesoro hanno già stimato che l’incasso , per questi primi atti di accertamento, potrebbe aggirarsi intorno ai 400 milioni di euro. Una cifra significativa dettata anche dal fatto che sono in aumento i casi in cui l’accertamento viene definito viene definito con l’agenzia tramite pagamento.  Tuttavia per accertare se effettivamente il nuovo istituto produca degli effetti benefici per le casse erariali occorrerà attendere la data del 3 gennaio, termine ultimo per effettuare il pagamento di quanto di quanto dovuto. Infatti anche considerando un atto di accertamento inviato il 3 ottobre occorrerà attendere i 60 giorni, scaduti i quali l’accertamento diviene esecutivo. Dopo tale termine vi sarà la presa in carico da parte dell’agente di riscossione, istituto per il quale occorrono 30 giorni dopo la scadenza del termine di esecutività.

Istanza sospensiva accertamenti esecutivi – Oltre la portata del maggior gettito per l’erario occorre considerare anche un ingolfamento dei lavori delle commissioni tributarie a causa dell’aumento delle istanze di sospensiva. Infatti per il contribuente che riceve un atto di accertamento, visti i termini ristretti dell’esecutività, l’unico metodo per prorogare i termini è quello di richiedere al giudice tributario una richiesta di sospensione dell’atto. Infatti tali azioni potrebbero essere necessaria oltre per evitare ipoteche e fermi amministrativi, anche per non minare la solidità di fronte ai fornitori o verso le banche ( per chiedere prestiti o mutui). Dati alla mano per le commissioni si prevede un super lavoro visto che nel 2010 i contenziosi arrivati sui tavoli dei giudici tributari sono stati oltre 291 mila e per il 2011 tale cifra potrebbe essere facilmente raddoppiata se si tiene conto che gli accertamenti che verranno inviati saranno oltre 500.000. Inoltre l’aspettativa di vedere una risposta in tempi brevi ( sei mesi) appare davvero remota se si considerano le nuove regole sulla notifica, che permettono ai giudici di annullare l’atto per vizi di forma  oltre al fatto che il controllo sarà duplice da parte delle commissioni, prima sulla richiesta di sospensiva e poi sul merito.

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Argomenti: Normativa e Prassi

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