AGENZIA DELLE ENTRATE

Accertamento con adesione, ecco come fare pace con il Fisco

I vantaggi dell'accertamento con adesione, lo strumento con cui il contribuente paga le imposte accertate con una sanzione ridotta di 1/3, evitando l'instaurarsi del processo tributario

di Alessandra Caparello, pubblicato il
I vantaggi dell'accertamento con adesione, lo strumento con cui il contribuente paga le imposte accertate con una sanzione ridotta di 1/3, evitando l'instaurarsi del processo tributario

 Tutto quello che occorre sapere per presentare la domanda di accertamento e pagare le imposte dovute, evitando l’instaurarsi del ricorso tributario.

Accertamento con adesione

Si intende per tale lo strumento con cui il  contribuente può definire le imposte dovute in seguito ai controlli fiscali evitando così di instaurare il contenzioso. E’ un vero e proprio accordo tra il contribuente e l’ufficio delle Entrate territorialmente competente, ed evita di presentare il ricorso tributario.

Istanza accertamento con adesione

La domanda di accertamento in tal senso può essere avanzata tanto dal contribuente che dagli stessi uffici delle Entrate. Per contribuente si intende non solo la persona fisica, ma anche società di persone, di capitali, enti e sostituti di imposta e può avere ad oggetto il pagamento di imposte dirette e indirette, come Irpef, Ires, Irap, Iva, imposta di registro. L’istanza di accertamento va presentata dopo aver ricevuto l’avviso di accertamento dopo aver ricevuto un avviso di accertamento o dopo un controllo fiscale eseguito dall’ufficio delle Entrate o dalla Guardia di Finanza. Facendo domanda di accertamento con adesione, dal canto suo il contribuente può godere di una riduzione delle sanzioni amministrative accertate, fino ad un terzo. E’ una sorta di perdono fiscale e ravvedimento insieme.

La richiesta da parte del contribuente

Soffermandoci sulla domanda di accertamento  avanzata dal contribuente, questi presenta un’apposita istanza in carta libera all’ufficio competente territorialmente, entro tempi precisi. La domanda infatti può essere presentata o prima di aver ricevuto la notifica di un atto di accertamento non preceduto da un invito a comparire ovvero dopo aver ricevuto la notifica di un atto impositivo non preceduto da invito a comparire, ma solo fino al momento in cui non scadono i termini per la proposizione dell’eventuale ricorso entro 60 giorni.

La domanda di accertamento, di cui sotto vi riportiamo un fac simile, può essere spedita anche per posta raccomandata ed entro 15 giorni spetta all’Ufficio che l’ha ricevuta invitare il contribuente a comparire per perfezionare l’adesione. Si cerca così di raggiungere un accordo che deve essere sottoscritto da entrambe le parti, ufficio e contribuente, altrimenti si presenta ricorso tributario.

 – fac simile accertamento con adesione

Il raggiungimento dell’accordo tra Entrate e contribuente

Una volta raggiunto l’accordo, il contribuente deve procedere al pagamento delle imposte, mediante il modello F24 o F23. Sono due le modalità di pagamento in tal caso, ossia in un’unica soluzione, entro i 20 giorni successivi alla redazione dell’atto ovvero a rate, per un massimo di 8 trimestrali di uguale importo, la prima da versare sempre entro il termine di 20 giorni dalla redazione dell’atto di adesione. 

Il pagamento delle imposte

Se non viene pagata una rata, si procede all’iscrizione a ruolo delle somme residue dovute insieme alla sanzione pari al 60%. Sull’accertamento con adesione è recentemente intervenuta l’Agenzia delle entrate nella circolare n. 1/E del 2013 con cui ha risposto ad una serie di quesiti avanzati dalla stampa specializzata. 

La circolare n. 1/E

Le Entrate infatti hanno appurato che la  presentazione dell’istanza di accertamento  ha come effetto quello di sospendere in via preliminare il termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni. Se però il  contribuente nei 20 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di adesione, qualora questo sia raggiunto, non esegua il versamento delle somme dovute o della prima rata, ha comunque la facoltà di presentare ricorso, purchè entro il termine di 150 giorni calcolati dalla data di notifica dell’avviso di accertamento.

 

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