Accertamenti fiscali: l’Agenzia delle Entrate può controllare anche i conti di amici e parenti?

A seconda del controllo che l’Agenzia delle Entrate espleta, si distinguono diversi tipi di accertamento, tra cui l’accertamento fiscale sui conti correnti.

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A seconda del controllo che l’Agenzia delle Entrate espleta, si distinguono diversi tipi di accertamento, tra cui l’accertamento fiscale sui conti correnti.

L’accertamento fiscale consiste in un controllo effettuato dal Fisco. A seconda del controllo che l’Agenzia delle Entrate espleta, si distinguono diversi tipi di accertamento, tra cui l’accertamento fiscale sui conti correnti.

I conti di amici e parenti sono sotto l’occhio dell’Agenzia delle Entrate? Secondo una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, il Fisco può estendere l’accertamento fiscale anche nei confronti del coniuge.

Con la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 32427 del 11 dicembre 2019, viene accolto il ricorso del Fisco.

Accertamenti fiscali: si può controllare anche il conto corrente della moglie

Con la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 32427 del 11 dicembre 2019, l’Agenzia delle Entrate può estendere l’accertamento fiscale anche nei confronti del coniuge.

Secondo il verdetto degli Ermellini è possibile, da parte dell’autorità fiscale, estendere i controlli fiscali anche ai conti corrente della moglie, soprattutto nel caso in cui la liquidità disponibile nel conto del coniuge risulta troppo elevata e non giustificabile, rispetto alle entrate dichiarate.

Accertamenti fiscali sui conti correnti: il Fisco può chiedere chiarimenti

Ogni contribuente deve sapere che il suo conto corrente è sottoposto a controllo: le banche registrano le movimentazioni in entrata (versamenti) e in uscita (prelievi) e le comunicano all’Agenzia delle Entrate tramite l’Anagrafe dei rapporti finanziari.

Un dipendente con un reddito dichiarato di 30.000 euro annui non può avere sul conto risparmi per 60.000 euro all’anno.

Pertanto, qualsiasi somma che transita su un conto corrente può essere ritenuta come somma di denaro percepita in nero, salvo che il soggetto interessato sia in grado di fornire prova della liceità delle somme percepite.

Il Fisco può chiedere chiarimenti a ogni contribuente sulla provenienza del denaro versato in banca e spetta dimostrarne la fonte.

Se manca questa prova, l’Amministrazione tributaria può presumere che si tratti di un’evasione fiscale.

Cosa fare se si vuol evitare controlli fiscali sul conto?

La cosa migliore per evitare i controlli fiscali sul conto corrente è ottenere il denaro tramite bonifico bancario anche se si tratta di piccoli importi.

Anche la carta prepagata, come il bonifico, sono strumenti che consentono la tracciabilità dell’operazione. Ciò “libera” il contribuente dalla presunzione di evasione fiscale.

Se si regala denaro ad amici o parenti si potrebbe redigere una scrittura privata, ovvero un accordo sottoscritto e munito di data certa o registrato all’Agenzia delle Entrate.

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