Accenture manda tutti i dipendenti in smart working

Dipendenti Accenture al lavoro da casa per il 98% della forza. Lo smart working sarà definitivo anche dopo la pandemia.

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Dipendenti Accenture al lavoro da casa per il 98% della forza. Lo smart working sarà definitivo anche dopo la pandemia.

Prosegue il ricorso massiccio dello smart working. Il settore privato, rispetto al pubblico, spinge molto anche in assenza di accordi aziendali specifici. E non è solo a causa dell’emergenza sanitaria.

E’ comprovato da più parti che lavorare da casa è, non solo più salutare, ma anche più proficuo. Ma ai datori di lavoro costa anche molto meno. Tenere chiuso un ufficio laddove possibile, ad esempio, comporta una netta riduzione delle spese. A cominciare da quelle per la messa in sicurezza dei lavoratori.

Accentur manda il 98% dei dipendenti a lavorare da casa

Così, Accenture, azienda leader globale nel settore dei servizi professionali ha deciso di estendere lo smart working al 98% dei dipendenti. La multinazionale irlandese che da sempre promuove un miglior bilanciamento tra vita professionale e personale, continua ad innovare l’esperienza professionale dei suo 17.000 talenti in Italia con l’annuncio di significative novità in ambito smart working.

Pioniera sul territorio nazionale nell’introduzione di questa metodologia di lavoro già dal 2009, nel corso degli anni Accenture si è fatta ambasciatrice di un nuovo modello di lavoro. Un modello che vede nello smart working una leva fondamentale per promuovere, internamente ed esternamente, un vero e proprio cambiamento culturale.

L’azienda ha annunciato che, a conclusione dell’attuale stato di emergenza che ha portato da subito il 98% dei dipendenti a lavorare in remoto, estenderà lo smart working a tutta la popolazione aziendale. Con il passaggio da 2 a 3 giorni settimanali, che potranno diventare 5 in caso di particolare necessità di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Smart working per sempre

Un nuovo approccio che si è rivelato particolarmente strategico per rispondere al cambiamento in atto e affrontare le complessità di un mercato in costante evoluzione e che, per la sua realizzazione, poggia su diverse leve.

Insieme al capitale umano, infatti, nella rilettura dell’esperienza professionale Accenture ha deciso di puntare sul ruolo chiave della tecnologia. Essa è necessaria per abilitare il cambiamento su larga scala, su spazi di lavoro ideati per accogliere l’innovazione.

Per Accenture, azienda che costruisce la propria offerta sulla combinazione tra tecnologia e ingegno umano – dichiara Anna Nozza, Responsabile Risorse Umane di Accenture Italia – lo Smart Working ha sempre rappresentato una leva cardine del proprio modo di fare business. Da anni ci muoviamo verso un ambiente di lavoro elastico e digitale. I mesi passati hanno dimostrato che il “gemello digitale” può diventare un nuovo standard per le imprese di tutti i settori.

Crediamo che l’introduzione di questo ulteriore passo avanti potrà migliorare al tempo stesso il benessere delle nostre persone. Ma anche la crescita dell’organizzazione e siamo felici di continuare a mettere la nostra esperienza a fattor comune per aiutare i nostri clienti a ridisegnare i propri modelli operativi e tornare a crescere in maniera sostenibile.”

Una spinta alla digitalizzazione

Secondo Accenture, il ricorso allo smart working rappresenta anche una spinta alla digitalizzazione e all’utilizzo dei dati per la creazione di una vera e propria “intelligent organization”. E’ consentita quindi un’evoluzione dalle aziende “fisiche” del pre-Covid alle aziende post digitali del domani.

Una concezione del lavoro in linea con il nuovo posizionamento di Accenture. Combinare tecnologia e ingegno umano, pensato per guidare le imprese ad accogliere il cambiamento e creare più valore a beneficio di tutti gli stakeholder. Testimoniato dal percorso intrapreso da Accenture stessa che, attraverso una profonda “rotazione verso il nuovo”, ha portato oggi il 70% della propria attività su progetti che riguardano il digitale, il cloud e la sicurezza.

Nello scenario post-pandemia ci sarà inoltre un bisogno crescente di nuove figure professionali. Oltre che competenze, cognitive e non cognitive, sempre più specializzate per sostenere la capacità di adattamento delle persone e fronteggiare le nuove sfide.

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