Abuso di diritto: dibattito serrato su limite tra evasione fiscale – elusione fiscale

Governo intenzionato a rivedere le troppo discrezionalità di cui beneficia Equitalia

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Governo intenzionato a rivedere le troppo discrezionalità di cui beneficia Equitalia

Tecnici allo studio per il varo del decreto sull’abuso di diritto, tema che dovrebbe finalmente fissare di paletti più precisi in merito alle azioni possibili per non sconfinare nel terreno dell’elusione fiscale. Tale tipo di disciplina è allo studio non solo nel nostro paese ma anche in diversi stati europei, visto che il compimento di azioni economiche al solo ed esclusivo fine di ottenere dei vantaggi di imposta è una pratica che molto spesso coinvolge più di una nazione.

Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici da informazioni recenti è stato assicurato che verranno rispettate le garanzie procedimentali per il contribuente, le stesse garanzie previste attualmente dall’art. 37 bis del dpr 600 del 1973. Altro limite che potrebbe essere inserito nel decreto è il porre fine alla rilevabilità d’ufficio da parte del giudice dell’abuso di diritto. Tale limitazione, anche se non contenuta in un disposto normativo, discende anche dal  fatto che il potere sostitutivo del giudice tributario deve fare i conti con ciò che è stato inserito come motivazione nell’atto di accertamento.

 

ABUSI DI DIRITTO E CASI DI SIMULAZIONE

Preliminarmente uno dei primi problemi per l’esecutivo è proprio quello di delineare i contorni di ciò che può essere definito abuso di diritto e ciò che non può essere definito abuso, trattandosi magari di evasione fiscale vera e propria. Il confine è abbastanza labile e come esempi si può citare il caso di una sentenza nel quale vi era un’interposizione fittizia che l’amministrazione finanziaria prima dell’intervento della corte di cassazione aveva classificato come un abuso di diritto. Altri casi riguardano invece rettifiche operate dall’agenzia delle entrate per la quale contratti tra una parte ed un’altra venivano considerati alla stregua di abusi di diritto. Anche in questi particolari casi se il contratto nella sostanza differisce dall’’intestazione che si è data si parla più di simulazione che di vero e proprio abuso di diritto. In questo caso i tedeschi hanno previsto espressamente che sono irrilevante per l’imposizione gli atti ed i negozi simulati e se mediante un negozio simulato si nasconde un altro negozio giuridico, il negozio giuridico dissimulato è rilevante per l’imposizione tributaria. Inoltre in Germania viene previsto che esiste un abuso quando viene scelta una forma giuridica inadeguata che comporta per il soggetto d’imposta   o un terzo un beneficio fiscale non previsto dalla legge.

Anche la legislazione spagnola prevede un netto distinguo tra abuso di diritto e casi di simulazione, a riprova che il problema non riguarda esclusivamente il nostro paese. Tuttavia preliminarmente dovrebbe essere distinto il concetto di simulazione da quello di elusione. La simulazione è solo una forma di evasione differente dall’abuso che è una forma di elusione, effettuata quindi al solo fine di ottenere un risparmio di imposta. Un’ipotesi prevede di disciplinare in modalità dettagliata sia l’abuso che la simulazione, inserendo la simulazione direttamente nel dettato dell’art. 37 comma 3 del Dpr 600/1973 senza le garanzie procedimentali dell’elusione.

 

CARTELLE ESATTORIALI EQUITALIA: NUMERI CHE FANNO RIFLETTERE

Il governo ed il parlamento oltre ad essere chiamati ad intervenire legislativamente sui temi dell’evasione e dell’elusione fiscale hanno anche espresso le loro posizioni sul tema Equitalia. In particolare tutti hanno espresso solidarietà all’ente di riscossione ma hanno anche messo in rilievo i comportamenti in alcuni casi vessatori di equitalia. Basti pensare che nel 2010, anno in cui è esplosa la crisi, l’ente ha inviato 1,8 milioni di cartelle esattoriali, effettuato 577 mila fermi amministrativi,  133 mila pignoramenti di cui 11 mila per immobili e ha presentato 54 istanze di fallimento nei confronti di aziende e contribuenti. Anche i costi della struttura sono messi in discussione visto che l’intero apparato costa oltre 1 miliardo di euro l’anno, in considerazione dell’aggio del 9 % che percepisce la struttura. Inoltre Equitalia non è soggetta alla regolamentazione degli enti pubblici, visto che assume senza effettuare concorsi, non ha un tetto massimo di dipendenti, ecc., tutte posizioni che occorre regolarizzare. Pertanto il governo entro 45 giorni aggiornerà le sue posizioni sulla struttura del personale, sulle consulenze sulle retribuzioni e sull’organizzazione. Si attendono quindi le ulteriori relazioni per disciplinare al meglio la struttura

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Argomenti: Evasione fiscale

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