Aborto gratuito e nel rispetto della privacy: ecco dove si può fare

Abortire non significa trovare un medico disposto a farlo privatamente: qualsiasi struttura ospedaliera può effettuare un aborto gratuitamente anche su minorenni.

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Abortire non significa trovare un medico disposto a farlo privatamente: qualsiasi struttura ospedaliera può effettuare un aborto gratuitamente anche su minorenni.

A tutti può accadere di dimenticare di prendere la pillola anticoncezionale o che si rompa il preservativo e, anche se non sempre capita, ci si può ritrovare in una gravidanza indesiderata. Che diventa ancora più indesiderata se è frutto di una violenza. Cosa fare se non si è pronti a diventare genitori? Sicuramente è una delle scelte più sofferte per una donna quella di interrompere una gravidanza, proprio per questo deve essere la donna a scegliere se portala a termine o meno in caso di dubbi o incertezze.

Abortire: dove si può?

L’aborto è un intervento che dura circa mezz’ora e consiste nell’aspirazione del feto contenuto nell’utero che, poi, viene pulito. Proprio perché si tratta di una decisione carica di conseguenze è il caso che venga valutata molto attentamente. Se si è sicure della propria scelta, in ogni caso, è bene sapere che ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia o al proprio ginecologo (in alternativa anche un consultorio può andare bene) per effettuare un colloquio preliminare in cui la donna verrà informata sui suoi diritti. Dopo il colloquio alla donna verrà lasciato un tempo di almeno 7 giorni per riflettere sulla sua decisione.

E’ bene sapere che per abortire non bisogna pagare: le strutture autorizzate, infatti, come ospedali e cliniche convenzionate (private se si desidera pagare) praticano l’aborto gratuitamente e rispettando il diritto di privacy della donna: i nominativi delle donne che abortiscono, infatti, non possono essere resi pubblici o divulgati ne tanto meno menzionati in relazioni. Anche una ragazza minorenne può abortire con il consenso dei genitori, ma se la ragazza non vuol coinvolgerli nella propria scelta (o non vuol far saper loro della sua condizione) potrà essere un giudice tutelare a decidere sull’aborto dopo aver valutato le motivazioni e le ragioni della decisione, senza dover informare i genitori della minore.

Aborto: entro quanto può essere fatto e quanto costa

L’aborto è legale entro la dodicesima settimana, trascorsi 90 giorni dal concepimento, infatti, non è più possibile, per legge, abortire se non in casi dove è a rischio la salute della mamma o per gravi malformazioni del feto.

L’aborto, come abbiamo spiegato sopra, è gratuito, le uniche spese che la donna dovrà, poi, sostenere sono quelle relativi ai medicinali necessari dopo l’intervento. Questo dovrebbe, quindi, scongiurare la scelta dell’aborto clandestino che è molto pericoloso per la salute delle donne. E’ possibile praticare anche un aborto farmacologico, anche se non tutti gli ospedali lo praticano, tramite la pillola abortiva RU486 che provoca l’interruzione della gravidanza senza intervenire chirurgicamente. Se si desidera procedere, quindi, con questo tipo di aborto, è meglio informarsi prima  presso l’ospedale in cui ci si vuol recare.

Leggi anche: Salvare la legge 194: l’aborto deve essere una libera scelta e Aborto: l’obiezione di coscienza viola i diritti della donne

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