Abolizione vitalizi parlamentari: il testo del DDL approda in Senato

Ecco cosa contiene il DDL sul taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che dopo l'estate sarà in discussione al Senato.

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Ecco cosa contiene il DDL sul taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che dopo l'estate sarà in discussione al Senato.

Il testo del DDL per il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che hanno maturato il diritto prima del 2012, dopo l’ok della Camera passa all’esame del Senato. I punti salienti della proposta di Legge Richetti prevedono, oltre al ricalcolo con sistema contributivo delle anzianità contributive maturate prima del 2012, anche l’aumento dell’età pensionabile per conseguire il vitalizio a 66 anni e 7 mesi.

L’approvazione della proposta di legge in Senato, però, appare tutt’altro che scontata poiché i numeri della maggioranza, rispetto alla Camera, sono abbastanza ristretti. In ogni caso la discussione si inizierà a fare subito dopo l’estate.

Il ddl è composto di 13 articoli e verte su diverse questioni:

  • aumento età pensionabile al raggiungimento dell’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia per i lavoratori dipendenti prevista dalla legge Fornero (66 anni e 7 mesi)
  • confermato il punto che prevede almeno 5 anni di mandato per accedere al vitalizio (per arrotondamento bastano 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di mandato)
  • per i parlamentari che esercitano o hanno esercitato il mandato alla data di entrata in vigore della proposta di legge si applicano i requisiti anagrafici vigenti, in base alle determinazioni delle Camere, a quella data
  • applicazione del sistema contributivo ai membri del Parlamento così come avviene per i dipendenti pubblici rispetto all’anzianità contributiva maturata prima del 2012
  • disposizioni per la sospensione del mandato in caso di elezione o nomina ad altra carica pubblica
  • rivalutazione dei trattamenti previdenziali
  • rideterminazioni dell’ammontare dei vitalizi e pensioni attualmente erogate in modo da adeguarle alle nuove norme introdotte dal provvedimento
  • l’importo risultante dalla rideterminazione non può essere superiore a quello del trattamento già percepito al momento dell’entrata in vigore della legge e non può essere inferiore a quello risultante dal calcolo figurativo.

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