Abolizione tassa prima casa: le entrate alternative per i Comuni

I Comuni riusciranno a reggere il peso dell'abolizione della prima casa? Renzi rassciura i sindaci ma chi rassicura i contribuenti?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
I Comuni riusciranno a reggere il peso dell'abolizione della prima casa? Renzi rassciura i sindaci ma chi rassicura i contribuenti?

L’abolizione della tassa sulla prima casa su cui fa presa il governo Renzi nelle ultime dichiarazioni pubbliche, potrà essere portato a termine senza mettere in ginocchio i Comuni? L’annuncio, più volte ripetuto, di voler abolire la tassazione sulla prima casa, ha messo in allerta le amministrazioni comunali, già fortemente vessate dai tagli fiscali. I dati raccolti dalla Corte dei Conti fotografano casse comunali alle prese con tagli fino ad 8 miliardi negli ultimi cinque anni. Colpa anche della normativa non lineare delle fonti di finanziamento, tasse immobiliari in primis. Sul fronte Tasi/Imu Matteo Renzi ha cercato di rassicurare i sindaci precisando che le perdite dovute all’abolizione delle tasse sulla prima casa saranno integralmente compensate attraverso rimborsi: “I soldi in meno della saranno restituiti integralmente ai Comuni. E il tuo bravo sindaco saprà farne prezioso uso” ha risposto il premier ad un lettore dell’Unità che scriveva da Trento. Quali sono quindi le fonti di finanziamento alternativa alla tassazione sulla prima casa che il governo sta vagliando? Su questo ancora non c’è chiarezza ma gli obiettivi dell’esecutivo restano fermi perché esistono valori sui quali non si può prescindere: “smettere di tassare la prima casa è giusto e anche equo in un Paese dove l’81% degli italiani ha sudato per acquistarsi un’abitazione”.

Tasse immobiliari e locali: dove sono più care

L’ abolizione della prima casa è vista di buon occhio dai proprietari, soprattutto nei Comuni in cui la pressione fiscale, per quanto riguarda le imposte locali, è più pesante. A livello geografico infatti si rilevano differenza notevoli. Secondo i dati resi noti dai magistrati contabili nella relazione al Parlamento sulla finanza locale, relativi all’ultimo triennio, a pagare di più sono i cittadini che abitano nei Comuni più grandi (con più di 250mila abitanti) e gli abitanti dei Comuni piccolissimi (sotto i duemila abitanti). Il picco massimo è stato di 881,94 euro a testa. Va leggermente meglio a chi vive in Comuni di media densità, con un numero di abitanti compreso tra 5 e 10 mila: il carico fiscale si ferma mediamente al di sotto dei 600 euro a testa. I sindaci scaricano la colpa della pressione fiscale sul governo e i tagli. A conti fatti a pagare sono i contribuenti, vittime di questo scaricamento di responsabilità reciproco.

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Argomenti: Tasse e Tributi

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