A che età andremo in pensione: ecco come cambia il requisito dal 2022 e per chi

Le regole per andare in pensione nel 2022 e quali prospettive di uscita per i quarantenni lavoratori di oggi.

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Le regole per andare in pensione nel 2022 e quali prospettive di uscita per i quarantenni lavoratori di oggi.

Quando andremo in pensione? Fra i giovani c’è rassegnazione sul sistema pensionistico italiano, fra i più iniqui e ingiusti del mondo. Al punto che nessuno sa bene cosa ci aspetta nei prossimi anni.

L’incertezza è strettamente legata alla tenuta dei conti previdenziali. Lo Stato ha finora garantito troppo per le pensioni. Spendiamo il 16% del Pil per una età pensionabile di 61,8 anni, al di sotto della media Ocse.

A che età andremo in pensione

Al momento le regole sono quelle previste dalla riforma Fornero. Tolta quota 100 (scadenza 31 dicembre 2021), si andrà in pensione a 67 anni di età fino al 2024, poi l’asticella si alzerà di 3 mesi per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita.

In alternativa si può uscire dal lavoro con 41 anni e 10 mesi di contributi (12 mesi in meno per le donne) indipendentemente dall’età. Anche questa soglia è congelata fino al 2025, poi sarà adeguata in base alla speranza di vita.

Resta sempre possibile accedere all’anticipo pensionistico previsto da Ape Sociale per lavoratori in condizioni di disagio sociale o che svolgano mansioni usuranti. L’uscita è 63 anni con almeno 30 di contributi versati. In alternativa, per i lavoratori precoci l’uscita è con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

Infine Opzione Donna: in pensione a 58-59 anni con 35 di contributi versati ma con un assegno fortemente penalizzato dal sistema di calcolo interamente contributivo.

La soglia dei 70 anni

Per chi è ancora lontano dalla pensione e che ha iniziato a lavorare dopo il 1995, la pensione con queste regole si allontana. La soglia di uscita, in assenza di riforma pensioni, tende a 71 anni. Ci riferiamo, in particolare, ai nati negli anni ottanta e che oggi sono lavoratori quarantenni.

Il meccanismo di adeguamento dell’età anagrafica alla speranza di vita prevede infatti che il requisito dell’età anagrafica arrivi a 70 anni nel 2054. Ma il rischio è quello di dover attendere addirittura i 71 anni prima ancora del 2054 se non si hanno alla spalle almeno 20 anni di contributi.

Inoltre, per i contributivi puri l’accesso alla pensione a 67 anni, oggi, è consentito solo se l’importo della pensione calcolata risulterà non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (attualmente è pari a 460,28 euro al mese). In difetto, si potrà andare in pensione solo al compimento del 71 esimo anno di età.

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