5 per 1000: novità da decreto su semplificazione fiscale

Il contribuente che decide di devolvere il suo 5 x mille alla cultura, lo destina interamente al Ministero dei beni culturali che provvederà a ripartirlo agli enti competenti. Novità anche nella bozza di decreto sulla semplificazione fiscale

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il contribuente che decide di devolvere il suo 5 x mille alla cultura, lo destina interamente al Ministero dei beni culturali che provvederà a ripartirlo agli enti competenti. Novità anche nella bozza di decreto sulla semplificazione fiscale

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato i nuovi modelli di dichiarazione dei redditi per il 2012 e tra le novità che si segnalano vi è il 5 per mille, oggetto tra l’altro anche delle attenzioni del Governo Monti nella bozza di decreto sulle semplificazioni fiscali che entro il fine settimana dovrebbe prendere forma.  

Il 5 per mille: cos’è

Si definisce come quella quota dell’Irpef dovuta dai contribuenti, che scelgono con la dichiarazione dei redditi, di destinarla a specifici enti che svolgono attività di rilevanza sociale. Per tali enti è una forma di finanziamento, mentre per lo Stato è un provvedimento di spesa, in quanto vincola parte del gettito Irpef alle finalità che indica il contribuente nella sua denuncia dei redditi.  

Elenco 5 per 1000: i beneficiari

Gli enti che possono accedere a questa forma di finanziamento devono essere iscritti in appositi elenchi, come: – elenco delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni/fondazioni riconosciute ( lo gestisce l’Agenzia delle Entrate) csd 5 per 1000 Onlus – elenco delle associazioni sportive dilettantistiche (lo gestisce il Coni); – elenco degli enti della ricerca scientifica e dell’Università (lo gestisce il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca MIUR), csd 5 per 1000 Ricerca – elenco degli enti della ricerca sanitaria (lo gestisce il Ministero della Salute). Precisi i termini temporali entro cui si può presentare la domanda di iscrizione negli elenchi. Entro il 07 maggio prossimo, per gli enti di volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche ed entro il 30 aprile invece, per gli enti di ricerca scientifica, le Università e gli enti di ricerca sanitaria. Da segnare anche la data del 30 giugno 2012 entro cui i legali rappresentanti degli enti di volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche, nonché degli enti di ricerca scientifica e delle Università dovranno preparare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con cui attestare la permanenza dei requisiti per essere ammessi al 5 per mille. Oltre a dover spedire questa dichiarazione, gli enti interessati hanno l’onere di rendicontazione, ossia l’obbligo di redigere un apposito e separato rendiconto, entro 12 mesi dalla ricezione delle somme del 5 per mille, usando  il modulo reso disponibile sui siti on line dei Ministeri competenti. Dal rendiconto in oggetto deve risultare la destinazione delle somme ricevute con il 5 per mille, in maniera chiara e  trasparente e deve essere trasmesso all’autorità competente, in caso di importi pari o superiori a 20mila euro. Al contrario non sono obbligati al rendiconto, chi percepisce importi al di sotto dei 20mila euro.  

Il 5 per mille e l’8 per mille: le differenze

Da tener distinto poi il 5 per mille dall’8 per mille. Le differenze sono già nella fonte normativa, che non c’è per il primo (ad ora non esiste una legge istitutiva, così viene prorogato di anno in anno), mentre la legge 222 1985 ha istituito appositamente l’8 per mille, in base ad accordi con la Chiesa cattolica, che risulta tra i beneficiari, insieme allo Stato e altre e diverse confessioni religiose di tale quota dell’Irpef. Con l’otto per mille lo Stato soddisfa le richieste dei contribuenti espresse nella dichiarazione dei redditi, e devolve una quota pari all’8 per mille del gettito fiscale Irpef a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a destinazioni di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose, come l’ Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Cinque e otto per mille sono diverse destinazioni del gettito Irpef, scelte dal contribuente e la presenza dell’una non esclude la presenza dell’altra, nel senso che lo stesso contribuente ha piena libertà di scelta di destinare come meglio crede (ovviamente le scelte sono per così dire consigliate) la sua quota di gettito Irpef ad una confessione religiosa e ad un’associazione sportiva.  

Il 5 per mille cultura

Tra le varie destinazioni del 5 per mille, vi è il finanziamento e sostegno ad attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, che presenta una peculiarità rispetto ad altre destinazioni del 5 per mille. Con il 5 per mille si può sostenere infatti un’organizzazione che opera per il bene comune, un ente che effettua ricerche scientifiche e sanitarie, una onlus o anche un’attività di promozione sociale del proprio comune di residenza. Basta firmare nell’apposito riquadro della denuncia dei redditi dedicato al 5 per mille, apponendo anche il codice fiscale dell’ente prescelto. Però per il contribuente che volesse destinare il suo 5 per mille ad un’attività culturale, ora la scelta sarà convogliata in toto al Ministero dei beni culturali che provvederà con decreto, i cui tempi di adozione ad ora non è dato sapere, a stabilire quali enti beneficeranno e quali no, della destinazione del 5 per mille. E insorgono tali enti che non sanno i criteri e i parametri che guideranno il Ministero nello stilare tale elenco.  

Il 5 per mille nel decreto sulla semplificazione fiscale

Ad oggi inoltre, sul 5 per mille sembra intervenire anche il Governo Monti  nella bozza del decreto sulla semplificazione fiscale che vedrà la luce con tutta probabilità nella giornata di domani. Si legge nella bozza trapelata, che  ”A decorrere dall’esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo, abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre”. Si spostano così i termini temporali indicati all’inizio per poter essere ammessi agli elenchi dei fruitori del 5 per mille, estendendo così la possibilità di beneficiare di tale quota del gettito Irpef, importante per la sopravvivenza di enti e associazioni operanti per il bene comune. Ma occhio di riguardo, sempre nel decreto sulla semplificazione fiscale, viene dato alle finte onlus, che saranno sottoposte a controlli rigidi da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, con l’intento di smascherare quelle associazioni che usando il nome benefico di un’associazione, in verità nascondono finalità lucrative ben precise.  

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni, 5 per mille