200 mila lavoratori con il fiato sospeso con 166 vertenze in attesa di un governo

195mila lavoratori con il fiato sospeso – troppi senza stipendio. Federcontribuenti, '' 166 vertenze sul tavolo del MISE in attesa di un governo pronto, e competente, per scongiurare una nuova ondata di licenziamenti da nord a sud''.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
195mila lavoratori con il fiato sospeso – troppi senza stipendio. Federcontribuenti, '' 166 vertenze sul tavolo del MISE in attesa di un governo pronto, e competente, per scongiurare una nuova ondata di licenziamenti da nord a sud''.

In questi anni abbiamo visto scomparire i piccoli bottegai, poi gli artigiani, poi è toccato ai commercianti e senza che facessimo nulla per difendere la nostra indipendenza economica ed occupazionale. Una strage senza fine in nome di un capitalismo che ci ha inondato di insegne sgargianti, di mega store dove spendere i miseri stipendi e senza alcun ritorno economico, considerato che molte sedi legali sono straniere e ora? Federcontribuenti, ”adesso questi mega store stanno chiudendo e non abbiamo alternative da dare a questi 200 mila nuovi disoccupati”.

Sul tavolo del MISE abbiamo 166 vertenze, ”per ogni vertenza il tempo medio varia dai 2 ai 3 anni”. Cosa fare?

”Le cause che portano alla chiusura questi mega store sono del 61% interne, del 39% di mercato. Significa che dare tutta la colpa all’e-commerce è sbagliato. Probabilmente ci costerebbe meno e ci darebbe maggior certezza per il futuro puntare sui nostri imprenditori piuttosto che salvare quelli esteri e comunque trovare un punto di incontro tra le due realtà. Tra l’altro l’e-commerce è una opportunità da sviluppare anche e soprattutto per le nostre maestranze come nuovo canale di vendita e di esportazione. Anche qui i nostri governanti non sanno intervenire, perchè nella vendita online le normative languono e i maestri dell’evasione IVA prolificano a danno degli onesti”.

C’è inoltre un tesoretto per le PMI poco sponsorizzato e del valore di 320 milioni di euro da investire in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali e per le nuove tecnologie digitali. Dato aggiornato al 30 marzo dal ministero dello Sviluppo Economico. ”Gli imprenditori devono sapere di avere delle alternative anche alle forme classiche di accesso al credito; devono solo sapersi rivolgere alle persone competenti o a noi”. Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative, e quelle connesse all’esportazione.

Insomma, languiamo tra pressapochismo politico e autocommiserazione generale, ”contribuenti e piccoli imprenditori vengono male informati e seguiti, il risultato è un contribuente messo in ginocchio dal fisco anche quando ha ragione e un imprenditore costretto a fallire o a subire espropriazioni perchè, sia a livello legale sia fiscale e sia bancario, è stato male tutelato e consigliato”. La Federcontribuenti ha messo in campo un ulteriore strumento per aiutare le PMI a trovare fondi direttamente dalla UE, ”abbiamo il dovere di informare e aiutare chi opera in Italia, pagando le tasse e creando occupazione. I mega store non saranno mai la soluzione”.
Federcontribuenti

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Impresa familiare