110% e cambio destinazione d’uso: deve essere autorizzata per iscritto

Il cambio di destinazione d'uso deve risultare dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori.

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Il cambio di destinazione d'uso deve risultare dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori.

Il cambio di destinazione d’uso dell’immobile potrebbe essere da ostacolo alla spettanza del super bonus 110%.

 

Tuttavia, precedenti chiarimenti da parte del Fisco, potrebbero anche essere estesi al super bonus.

 

Difatti, laddove dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulta che gli stessi portano ad una destinazione d’uso abitativa il contribuente può beneficare della detrazione.

Il super bonus al 110%: anche per gli interventi antisismici

I principali interventi per i quali è possibile accedere alle detrazioni del 110% sono quelli finalizzati al risparmio energetico e alla riduzione del rischio sismico. Per tali ultimi interventi, sono interessate le zone a rischio sismico “1,2 e 3” di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

 

Rientrano nel bonus al 110%, art.119 del Decreto Legge, n°34/2020, D.L Rilancio:

 

Nello specifico, sono agevolati gli interventi di:

 

  • isolamento termico sugli involucri degli edifici;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti;
  • interventi antisismici.

 

Tali interventi sono definiti  quali “interventi trainanti”.

 

Se collegati ad uno degli interventi appena citati, danno diritto alla detrazione del 110% anche i c.d. interventi  “trainati”:

 

  • gli interventi rientranti nell’eco bonus ordinario (art.14 D.L. 63/2013);
  • di installazione di impianti solari fotovoltaici ( art.16-bis comma 1 DPR 917/86, TUIR) e di
  • colonnine di ricarica la ricarica per  veicoli elettrici.

 

Ad ogni modo, chiarimenti specifici sono stati forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n°24/e.

Il cambio di destinazione d’uso: cosa dice il Fisco?

In merito al cambio di destinazione d’uso:

 

  • da immobile non abitativo
  • a immobile abitativo

 

l’Agenzia delle Entrate si era espressa già con la risoluzione, n°14/e del 2005.

 

In tale sede è stato messo in evidenza che:

 

” è possibile fruire del diritto alla detrazione di imposta del 36 per cento, a condizione che nel provvedimento amministrativo che assente i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo”.

 

Il parere espresso dal Fisco riguardava la possibilità di accedere alle detrazioni per lavori di ristrutturazione;

 

  • di un fabbricato rurale strumentale (un fienile) che
  • a seguito della realizzazione dell’intervento edilizio acquisiva la destinazione d’uso abitativo.

Indicazioni valide anche per il 110%

A parere di chi scrive, le suddette indicazioni valgono anche ai fini della spettanza del 110%.

 

A tal fine, sarà necessario che nel provvedimento amministrativo che assente i lavori, detraibili al 110, risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso.

 

Per provvedimento amministrativo il riferimento è alla CIA, alla SCIA, permesso a costruire ecc.

 

Tuttavia, alcuni lavoro possono rientrare nella c.d edilizia libera:

 

  • lavori edilizi per i quali non è richiesto alcun titolo abilitativo,
  • né è prevista alcuna specifica comunicazione.

 

Generalmente si tratta di lavori di manutenzione ordinaria (Agenzia delle entrate, Consulenza giuridica n. 910-1/2020, Direzione Regionale delle Marche).

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