Volkswagen: 11 milioni le auto truccate, accantonati 6,5 miliardi. Italia avvia indagine

Emergono inquietanti particolari sullo scandalo che vede coinvolta la Volkswagen che prova a correre ai ripari mentre anche l'Europa si inizia a muovere

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Volkswagen scandaloLe verifiche compiute dalle autorità americane sulla conformità alla normativa sulle emissioni delle auto diesel di Volkswagen sembrano avere tolto il coperchio ad un vaso che ora sta letteralmente saltando in aria (si parla sui media di scandalo emissioni truccate). Non si contano più i paesi, in ogni angolo del mondo, che vogliono vederci chiaro e le prime ammissioni del gruppo tedesco con il contestuale lancio di un profit warning sugli utili sono una attestazione di colpevolezza che, paradossalmente, sta peggiorando, anche in termini di immagine, la posizioni del colosso automobilistico e vanto dell’industria tedesca.

E’ stata la stessa Volkswagen ad ammettere questa mattina che sono ben 11 milioni le auto coinvolte nello scandalo delle emissioni truccate. Il management del gruppo ha anche fatto sapere che ha già proceduto all’accantonamento di  6,5 miliardi di euro da destinare a spese per richiami e multe. Il costo dell’intera vicenda, quindi, per Volkswagen stessa si profila decisamente esoso. Come specificato dal gruppo in un comunicato stampa, i 6,5 miliardi serviranno a porre in essere tutte quelle “misure necessarie per recuperare la fiducia dei clienti“. Dallo scandalo, stando a VW, dovrebbero essere escluse le vetture Euro6 diesel che sono attualmente in distribuzione in Europa. “Volkswagen non tollera alcun tipo di violazione delle leggi sotto qualunque forma” si legge ancora nella nota di stampa che si conclude mettendo in evidenza l’impegno di tenere aggiornato il pubblico “sull’ulteriore progresso delle indagini in maniera costante e trasparente“.

 

La reazione dell’Europa e quella dell’Italia

Dopo lo scossone della Francia con il ministro transalpino Bernard Sapin che ha invitato l’Europa ad aprire un fascicolo, puntuale è arrivata la risposta di Bruxelles con la portavoce della Commissione Ue, Lucia Caudet, che ha affermato che “per la sicurezza dei nostri consumatori e dell’ambiente, è necessario avere la certezza che l’industria rispetta scrupolosamente i limiti delle emissioni” aggiungendo che l’Europa sta “prendendo la questione molto seriamente“. “I servizi della Commissione sono in contatto con Volkswagen, l’Agenzia Usa di protezione dell’ambiente e il California Air Resources Board per conoscere i dettagli del recente ritiro delle auto del produttore negli Usa” ha dichiarato la portavoce.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministero dei Trasporti italiano che, per bocca del responsabile Galletti ha inviato una lettera all’ad del gruppo in cui si chiedono informazioni su quando avvenuto. Il Ministero del Trasporti italiano non esclude che, nel caso in ci siano accertate violazioni, si debba procedere allo stop delle vendite e al richiamo.

 

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Situazione drammatica in Borsa

Dopo il pesante ribasso di ieri, anche oggi Volkswagen sembra essere in balia degli eventi sul listino tedesco. Il profit warnig e l’ammissione di colpevolezza spianano la strada alle vendite e in questo momento il gruppo cede il 20%. Male anche tutti gli altri titoli del settore auto europeo con FCA che è finita ripetutamente in asta di volatilità (il titolo del Lingotto in questo momento cede il 5,8%) e le francesi che stanno registrando cali a doppia cifra.

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