Veneto Banca, risparmiatori ancora beffati: Consob sanziona una banca…che non esiste più

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Massimiliano Dona, numero uno dell'Unione Nazionale Consumatori, auspica che i soldi delle sanzioni siano destinati ai risparmiatori di Veneto Banca.

La Consob ha reso noto di aver multato Veneto Banca, il suo amministratore delegato Vincenzo Consoli, alcun consiglieri e alcuni sindaci dell’istituto di Montebelluna per una somma pari a 5 milioni e 485 mila euro. Le sanzioni fanno riferimento a cinque diverse delibere dell’autorità di controllo aventi ad oggetto Veneto Banca. La parte più consistente delle sanzioni (4,1 milioni complessivi) riguarda la delibera avente ad oggetto 36 ex esponenti di vertice dell’istituto, tra cui l’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli. La Consob ha accertato che tutto il vertice di Veneto Banca ha ripetutamente adottato comportamenti irregolari nei finanziamenti concessi ai clienti per l’acquisto di azioni.

Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che le sanzioni sono arrivate completamente fuori tempo massimo (da un punto di vista pratico). Come ha infatti osservato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “come al solito, in questo Paese gli organismi di controllo e di tutela dei risparmiatori intervengono e sanzionano dopo che i buoi sono scappati ed il danno ai consumatori è ormai fatto“. Alla luce di tale situazione la proposta di Dona è quella di riservare i soldi che verranno raccolti con le sanzioni ai risparmiatori di Veneto Banca ossia a chi ha subito quei comportamenti scorretti che sono stati appurati dalle sentenze della Consob. “Ora questi soldi devono finire ai risparmiatori” ha commentato Dona che ha anche aggiunto che affinchè sia possibile girare questi soldi ai risparmiatori è necessario “modificare la normativa e stabilire che sia l’importo delle sanzioni sia tutti i profitti percepiti dagli amministratori responsabili di questi dissesti finanziari, dagli stipendi ai benefit, finiscano direttamente agli investitori ridotti sul lastrico per colpa loro“.

Quello del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori è ovviamente un auspicio o poco più di difficile realizzazione.

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