Veneto Banca Popolare di Vicenza: servono 6,4 miliardi, ultime notizie e rassicurazioni dei vertici

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Prosegue il pressing dei vertici di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza per tranquillizzare azionisti e correntisti: si guarda sempre a Bruxelles

Non accenna a perdere di intensità la vera e propria offensiva che è stata lanciata dai vertici di Veneto Banca e dalla Banca Popolare di Vicenza per rassicurare i rispettivi investitori e correntisti circa la riuscita del piano di salvataggio dei due istituti.

In assenza di novità e news su Veneto Banca e sulla Popolare di Vicenza, sono proprio queste rassicurazioni a catturare l’attenzione di analisti e commentatori secondo i quali le tante dichiarazioni ottimistiche di queste ultime settimane in realtà nascondono anche una certa ansia dovuta alla necessità di chiudere al più presto l’operazione. Come è logico che sia, quindi, c’è ovviamente una certa necessità di chiudere quanto prima i giochi.

Tralasciando le rassicurazioni, quale è la situazione attuale di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza? Le due banche venete sono in attesa di incassare il via libera definitivo della Commissione Europea alle operazioni di aumento di capitale precauzionale. Contemporaneamente, dietro le quinte, prosegue il lento iter che, una volta ottenuto il via libera dell’Europa di cui sopra, dovrebbe portare nel lungo termine alla fusione Veneto Banca Popolare di Vicenza con conseguente taglio di filiali e personale (Salvataggio Veneto Banca Popolare di Vicenza: ultime news, aumento capitale precauzionale nelle mani della Commissione UE).

Il via libera della Commissione Europea, ricordiamolo, ci sarà solo ed esclusivamente se le due operazioni, che richiedono il supporto del Tesoro italiano, non saranno inquadrate dall’Antitrust europeo come aiuti di Stato.

Complessivamente, stando alle indicazioni della Bce, il fabbisogno di capitale di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, dovrebbe essere pari a circa 6,4 miliardi. Si tratta di una cifra che comprende anche gli 1,2 miliardi di conversione di obbligazioni subordinate. Tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che il denaro debba arrivare al più presto anche alla luce della forte crisi di liquidità che ha colpito i due istituti negli ultimi tempi (Banca Popolare di Vicenza: nel 2016 è stata fuga dei depositi, Stato è ora unica salvezza).

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