Veneto Banca Popolare di Vicenza: sacrifici per azionisti e obbligazionisti istituzionali, tutela per correntisti

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Il ministro dell'Economia Padoan ha escluso ogni ipotesi di bail-in per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca

Dopo che nei giorni scorsi erano rimbalzate delle indiscrezioni di stampa sul possibile inevitabile bail-in per almeno una tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, è toccato allo stesso ministro delle Finanze Padoan provare a gettare acqua sul fuoco. Il responsabile del Tesoro, ripreso dal Corriere della Sera, ha affermato che il bail-in è un’ipotesi completamente esclusa. Padoan, parlando del futuro delle due banche venete, ha ribadito che il confronto con l’Europa, a tratti anche aspro, ha come obiettivo quello di individuare una soluzione che sia in grado di garantire la stabilità di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza.

I vari soggetti interessati all’operazione di salvataggio, che dovrebbe portare all’aumento di capitale precauzionale delle due banche nonchè alla loro fusione, puntano, come ribadito dallo stesso ministro, a garantire la massima salvaguardia nei confronti dei risparmiatori dei due istituti veneti. In pratica, come messo in evidenza dallo stesso Corriere della Sera, si tratterà di replicare lo stesso schema del salvataggio di Monte dei Paschi di Siena. Ad essere sacrificati, quindi, saranno gli azionisti e gli obbligazionisti istituzionali mentre i depositanti e gli obbligazionisti retail senior saranno tutelati.

Sempre Padoan ha anche affermato che è completamente escluso ogni problema di liquidità per Veneto Banca e per la Popolare di Vicenza. I due istituti, ha ricordato ieri il Tesoro con una nota di stampa, dispongono di tutte le garanzie pubbliche necessarie per poter continuare ad operare (BpVi e Veneto Banca: comunicazione (formale) del Tesoro dopo summit).

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