Veneto Banca Popolare di Vicenza: ma quale regalo alle banche? La verità di Gentiloni è anti-populista

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Affondo di Gentiloni contro i tanti demagoghi che parlano sempre di

In questi mesi nel dibattito parlamentare, nelle trasmissioni televisive e in molte interviste ai giornali, si è spesso parlato di “regalo dalle banche” da parte del governo. In ordine cronologico, e senza andare tanti a ritroso nel tempo, regalo alle banche è stato quello fatto a Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara, regalo alle banche è stato quello fatto a Veneto Banca, Popolare di Vicenza e (seppure non direttamente) a Intesa Sanpaolo e, per finire, regalo alle banche è stato quello fatto al Monte dei Paschi  (Salvataggio MPS: nessun costo sui contribuenti e lo Stato guadagnerà pure).

Complici anche i soliti toni da tifo che sempre caratterizzano l’Italia ma che in questo periodo si stanno rivelando un boomerang perchè i mercati e gli investitori chiedono serietà e compostezza, regalo alle banche” è diventato il jolly da tirare fuori ogni qualvolta ci sia un provvedimento che abbiamo ad oggetto un istituto di credito in crisi. Spesso e volentieri non si prende neppure in considerazione il contesto di fondo che già si è pronti a regalare il colpo ad effetto nelle aule parlamentari e sulle colonne dei giornali, ricorrendo al jolly “regalo alle banche“.

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Non è questa la sede per esaminare quello che sarebbe avvenuto se non ci fossero stati tutti questi cosiddetti “regali alle banche“. Per avere però un quadro più completo e razionale possibile di cosa alla fine siano questi “regali alle banche” , è utile fare riferimento ad una recente intervista del premier Gentiloni. Il presidente del Consiglio nel corso della presentazione del nuovo quartier generale di Bnl ha affermato: “essere intervenuti per salvare gli istituti in crisi è giusto e doveroso; chi parla di regali ai banchieri fa una demagogia facile“.

Gentiloni non fa riferimento a quelle che sono le banche che avrebbero beneficiato di tali regali ma è ovvio che gli istituti a cui il premier ha pensato non possano che essere Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza (solo per restare al breve periodo).

Nel suo intervento il premier ha poi aggiunto: “Siamo intervenuti per salvare milioni di risparmiatori, centinaia di migliaia di pmi per le quali il fallimento disordinato avrebbe avuto conseguenze devastanti. Salviamo i risparmiatori, non assolviamo i colpevoli dei disastri” che invece “devono pagare“. Per finire da Gentiloni è arrivato anche un accenno a quelle che sono le competenze che la costituzione attribuisce all’esecutivo. Al governo, ha ricordato Gentiloni, “compete rassicurare il sistema nel suo insieme e tutelare il risparmio: non è una scelta arbitraria ma un principio costituzionale“.

Giusta e sacrosanta la necessità di punire i banchieri responsabili di disastri, quindi, ma sacrosanta anche la necessità di intervenire per scongiurare effetti distruttivi per tutti, anche per chi liquida sempre tutto con il jolly “regalo alle banche”.

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