Veneto Banca Popolare di Vicenza: pronta scure sul personale, ultime notizie su piano taglio costi

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Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dovranno varare un pesante piano di taglio dei costi per poter sostenere un progetto di salvataggio convincente

Nel pomeriggio di ieri, Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza hanno scritto un primo capitolo del lungo libro che dovrà portare al salvataggio dei due istituti. Le banche venete, alle prese con una crisi gravissima ben riassunta dalla vera  e propria fuga dei depositi che si è avuta negli ultimi mesi, hanno reso noti i risultati definitivi delle rispettive offerte transattive (Banca Popolare di Vicenza pagherà 9 euro per azione, risultati definitivi offerta transattiva e Veneto Banca rinuncia alla condizione sospensiva, ecco i risultati definitivi dell’offerta di transazione).

Secondo gli analisti la chiusura dei due importanti accordi rappresenta un passo in avanti verso l’accesso agli aiuti di stato. Ovviamente il cammino per arrivare a questo importante traguardo che permetterebbe ai due istituti di evitare di fare i conti con rischi ben più consistenti, è ancora lungo.

Alla luce delle ultime notizie su Veneto Banca e sulla Banca Popolare di Vicenza, il Corriere della Sera ha provato a fare il punto su quelle che potrebbero essere le prossime mosse delle due banche venete. Rispetto ad altri approfondimenti che puntano sulle azioni che il governo italiano e l’Europa metteranno in campo per rilanciare le due banche, il pezzo del Corriere guarda invece la situazione da una prospettiva interna.

Giustamente il celebre quotidiano insiste sul fatto che ben presto la forza lavoro delle due banche, che ammonta a 11mila dipendenti, dovrà fare i conti con un piano di tagli inevitabile. Del resto lo stesso Fabrizio Viola in una recente intervista aveva affermato che saranno necessari altri sacrifici per salvare le due banche. Il manager, in particolare, aveva sottolineato che il cost/income è pari al 100% e “ridurre in modo significativo i costi è un obbligo morale”.

Insomma dalle parole di Viola sembrerebbe prospettarsi una terapia molto dura per le due banche venete. L’obiettivo è quello di tagliare i costi per avere così una possibilità in più di sopravvivere. Del resto le due banche operano in territori molto simili e se l’obiettivo è la fusione, è ovvio che la forza lavoro va rivista.

A provare a gettare acqua sul fuoco è intanto il presidente di Bankitalia Ignazio Visco che si è detto fiducioso circa la possibilità per le due banche di arrivare ad un salvataggio senza sacrifici troppo consistenti.

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