Veneto Banca Popolare di Vicenza: perdita di 10 mld su garanzie per lo Stato senza aiuto di Intesa Sanpaolo

Il numero uno di Intesa Sanpaolo Carlo Messina non usa mezzi termini: senza intervento di Intesa Sanpaolo sulle banche venete ci sarebbe stato un pericoloso effetto domino

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il numero uno di Intesa Sanpaolo Carlo Messina non usa mezzi termini: senza intervento di Intesa Sanpaolo sulle banche venete ci sarebbe stato un pericoloso effetto domino

Dopo la giornata di euforia che si è vista ieri sui mercati grazie all’ufficializzazione del salvataggio di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza, a distanza di meno di 48 ore dal varo del decreto governativo sulle banche venete, è già tempo di bilanci. Se ieri, a caldo, erano state tante le voci sul presunto regalo che il governo avrebbe fatto a Intesa Sanpaolo (Banche venete, ma quale salvataggio? Intesa si prende gratis solo la parte buona), ulteriori dichiarazioni di oggi consentono di guardare la complessa operazione da un’altra prospettiva.

A parlare in una intervista a La Repubblica è stato uno dei grandi artefici dell’intervento di Intesa Sanpaolo sulle banche venete, il timoniere Carlo Messina. Il manager ha ricordato che senza l’intervento della sua banca, e in assenza di altre soluzioni che la cronaca ha poi mostrato effettivamente non esserci, inevitabilmente sarebbero scattati i rimborsi per circa 10 miliardi miliardi di euro di titoli collocati dalla Banca Popolare di Vicenza e da Veneto Banca grazie all’appoggio del Tesoro. E’ partendo da questo presupposto che Messina afferma che il salvataggio delle banche venete è un intervento “che aiuta risparmiatori, clienti e dipendenti in territori importanti” (Banche venete, mail di Intesa Sanpaolo: “rassicurate i clienti fornendo loro messaggi di serenità”).

L’analisi del manager su quello che sarebbe successo senza la discesa in campo di Intesa Sanpaolo è tanto spietata quanto, crediamo noi, realistica. Secondo il manager, infatti, senza la proposta della sua banca ci sarebbe stata una corsa agli sportelli delle due banche venete. Ovviamente, ricorda Messina, tutto questo sarebbe stato un problema per tutto il sistema bancario italiano poichè si sarebbe creato il classico effetto domino. In una situazione di questo tipo, ha concluso il manager, ci sarebbe stata la “necessità di rimborsare i correntisti sotto i 100 mila euro con il Fondo interbancario obbligatorio che avrebbe dovuto trovare 12,5 miliardi in tutta fretta. Necessità di reintegrare il capitale di queste banche con ulteriori effetti contagio”.

Le parole di Messina confermano le analisi di ieri sull’inevitabile effetto domino che il mancato intervento di Intesa Sanpoaolo sulle banche venete avrebbe creato (Salvataggio Veneto Banca Popolare di Vicenza: oggi è happy end, analisti elogiano Intesa Sanpaolo).

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