Veneto Banca Popolare di Vicenza sono peggio di MPS, ultime notizie su parole di Viola

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Secondo Viola la carenza di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza non riguarda solo il capitale ma anche la reputazione

Mentre sull’aumento di capitale precauzionale di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, la strada continua ad essere ancora in salita, nuove notizie arrivano sullo stato di salute dei due istituti. Le ultime news in tal senso fanno rifermento alle parole di una delle personalità più in vista delle due banche venete impegnate con un durissimo progetto di rilancio.

Non ha usato giri di parole l’amministratore delegato di Banca Popolare di Vicenza e consigliere di Veneto Banca, Fabrizio Viola, nel descrivere la situazione delle due banche venete. Il manager, che in precedenza è stato anche amministratore delegato di Monte dei Paschi, ha affermato che Veneto Banca e la Popolare di Vicenza, vivono una situazione “peggiore di quanto trovai al Monte dei Paschi alla fine del 2011, non solo per carenza di capitale e di liquidità ma soprattutto per la fortissima carenza reputazionale“.

Viola ha pronunciato queste parole molto dure nel corso di una intervista a Radio 24.  Il manager, ha ricordato che
a Siena “nessuno ha mai messo le meni nelle tasche dei clienti e da questo punto di vista Mussari si è comportato meglio di Zonin” che, ricordiamolo, è stato sottoposto ad azione di responsabilità dalla banca.

E’ appunto l’assenza di fiducia che sta provocando una fuga di capitali e di clienti dalle due banche venete Banca Popolare di Vicenza: nel 2016 è stata fuga dei depositi, Stato è ora unica salvezza).

Più che lo stato di salute, molto precario, dei due istituti a far paura è l’oggettiva difficoltà a ricucire il rapporto con il territorio.

Nel corso dell’intervista Viola ha anche fatto il punto sullo stato di avanzamento del piano di rilancio.

Il manager ha dichiarato di essere fiducioso circa la possibilità che l’aumento di capitale precauzionale di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza possa riservare delle novità entro l’estate. L’obiettivo, ha concluso Viola, è quello di  restituire ai soci i  6,4 miliardi massimi a cui ammonterebbe l’aumento di capitale “in un orizzonte temporale di 3-5 anni”. Raggiungere tale traguardo, ha concluso il manager, non sarà comunque facile.

Dalle parole del manager, quindi, si deduce che il cammino per il rilancio delle due banche venete è ancora lungo. Anche in caso di esito positivo del progetto di risanamento, comunque, esso non potrà non portare a provvedimenti molto duri a partire dall’inevitabile piano di riduzione del personale cui si arriverà a seguito della fusione tra Veneto Banca e la Popolare di Vicenza.

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