Veneto Banca Popolare di Vicenza, la verità: caos è colpa del governo, ultime notizie sulle parole della Vestager

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La commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager svela le ragioni per cui il governo italiano non interviene

Le parole del commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager non lasciano spazio a dubbi interpretativi e svelano alcuni retroscena molto sorprendenti in merito al piano di rilancio di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza (Veneto Banca Popolare di Vicenza: ammanco capitale (shortfall) per 6,4 miliardi di euro, ultime notizie su piano cessioni).

In assenza di notizie concrete sul salvataggio delle due banche venete, le ultime news sulle dichiarazioni della Vestanger hanno praticamente monopolizzato l’attenzione dei media.

Ma cosa ha affermato la commissaria Ue di così sorprendente? In un articolo pubblicato sul Corriere del Veneto viene fatta una sorta di comparazione tra il caso delle due banche venete e Monte dei Paschi. La Vestager, a tal riguardo, ha specificato: “Parliamo di due situazioni molto diverse. Mps è una grande banca, Vicenza e Veneto hanno ciascuna non più del 2% nel mercato italiano, pur se in Veneto giocano un ruolo maggiore, intorno al 15%. Su Mps siamo più avanti, su Vicenza-Veneto meno, anche perché sul lato italiano si deve ancora chiudere la valutazione su come muoversi con queste due banche”.

Le parole della commissaria non lasciano spazio a dubbi: una parte della responsabilità dei ritardi sul piano di salvataggio di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza è del governo italiano. La Vestager non si è però fermata qui. Secondo la commissaria, se il governo non ha ancora chiuso la partita sulle banche venete non è solo a causa dell’ovvia necessità di definire prima l’intervento su Monte dei Paschi ma anche a causa di fattori politici. In un fase in cui il rischio elezioni è alto, il salvataggio delle due banche venete sarebbe visto dagli elettori come un favore al sistema bancario.

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