Veneto Banca BpVi: decreto salvataggio sul filo del rasoio, questa sera possibili aggiornamenti. Intesa Sanpaolo intransigente

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Accuse incrociate tra opposizioni e governo sul decreto legge sulle banche venete ma il vero e unico ago della bilancia è Intesa Sanpaolo. Stasera novità dalla Commissione Finanze della Camera

Aggiornamento ore 18,05 – La Commissione Finanze della Camera ha dato il suo via libera al decreto legge sul salvataggio di Veneto Banca e della Popolare d Vicenza. Il decreto sarà in aula da lunedì 10 luglio (Banche venete: pericolo (per ora) scampato, ok Commissione Finanze a decreto salvataggio).

 

La Commissione Finanze della Camera dei Deputati sta esaminando il decreto sul salvataggio delle banche venete. Secondo le ultime notizie, è molto probabile che entro questa sera il testo definitivo possa essere licenziato anche perchè lunedì 10 luglio è previsto l’approdo in parlamento per la votazione finale. I tempi, quindi, sono davvero molto stretti.

La Commissione Finanze della Camera ha praticamente respinto quasi tutti gli emendamenti che erano stati presentati dai vari partiti anche perchè Intesa Sanpaolo, che del decreto è promotrice e del salvataggio di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza grande regista, è intervenuta solo dietro garanzia che l’impianto del piano di salvataggio e quindi del decreto sarebbe rimasto intatto.

La clausola giustamente pretesa da Intesa Sanpaolo aleggia quindi come uno spettro nei palazzi romani anche perchè, come affermato da Bazoli, se dovessero essere introdotte delle modiche e Intesa dovesse fare un passo indietro, a rimetterci in termini di di credibilità sarebbe tutto il sistema Italia  (Banche venete: decreto salvataggio è blindato ma rischio sgambetto c’è. Bazoli lancia allarme).

Gli unici emendamenti sopravvissuti alla pulizia avviata dalla Commissione Finanze, tra i malumori e le accuse delle opposizioni, riguardano la responsabilità degli amministratori ed una più estesa protezione degli obbligazionisti subordinati (Bond subordinati Veneto Banca e Popolare Vicenza: chi ha avrà diritto al rimborso). La possibilità che su questo ultimo punto si arrivi a delle modifiche, con estensione della platea dei beneficiari, sono bassissime visto che la stessa Intesa Sanpaolo ha già fatto sapere di non essere disponibile ad accettare cambiamenti, lasciando impietrita quella parte di Pd che invece aveva mostrato aperture su questo punto.

In questo contesto, stando alle ultime notizie, il governo starebbe pensando ad introdurre un emendamento che apporti delle modifiche di tipo tecnico in relazione all’operatività della bad bank in cui confluiranno le sofferenze di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza. Sarebbe questa l’unica concessione con qualche possibilità di successo in un contesto generale in cui è probabile che l’esecutivo, alla fine dei giochi, ricorra alla questione di fiducia per scacciare gli incubi. Oggi più che mai il salvataggio di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza dipende da Intesa Sanpaolo. 

 

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