Veneto Banca BpVi come Caixa: ipotesi convertibili e additional tier1 per salvataggio ma quale è la verità?

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Nuove indiscrezioni sulle strategie per il salvataggio delle banche venete ma la verità è sola una: il Tesoro punta ad ammorbidire l'Europa anche perchè tra i privati nessun sgomita per salvare Veneto Banca e Popolare di Vicenza

L’assenza di novità reali sul salvataggio di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza, sta favorendo la diffusione di indiscrezioni di stampa di ogni tipo. Nei giorni scorsi si era parlano (sui media) di un possibile intervento da parte dei fondi di private equity (Veneto Banca Popolare di Vicenza: fondi private equity in soccorso? Ultime notizie su piano salvataggio). Le indiscrezioni su questo scenario non erano state commentate dalle due banche venete e ben presto si erano completamente sgonfiate. Adesso è la volta di nuovi rumors relativi a un possibile ricorso a strumenti ibridi di capitale, convertibili e additional tier1. Specifichiamo subito che, al di là dei rumors di stampa, non c’è alcun fatto concreto che possa supportare uno scenario di questo tipo. Il salvataggio delle due banche venete mediante il ricorso a strumenti ibridi di capitale è solo un’ipotesi avanzata da alcuni attenti giornalisti alla luce della presenza di un importante precedente. Lo scorso marzo, infatti, la Commissione Europea, aveva autorizzato la banca portoghese Caixa, a compiere una simile operazione nell’ambito di una ricapitalizzazione da 3,9 miliardi, di cui 930 milioni reperiti tramite l’emissione di un At1 destinato ad investitori privati.

Secondo i rumors del’ultima ora, le due banche venete potrebbero seguire questa strada. Ovviamente affinchè questo scenario possa realizzarsi servirebbe il via libera della Dg Comp e la presenza di investitori interessati ad aderire. Allo stato attuale dei fatti, questi ultimi sono il grande assente nel dossier relativo alle due banche venete.

Come hanno messo in evidenza alcuni attenti analisti, la verità è che il Tesoro ad oggi sta perseguendo una sola strategia che punta ad ammorbidire le richieste dell’Europa sul miliardo aggiuntivo che le banche venete devono trovare tra soggetti privati.

In poche parole, consapevole di quella che è la reale situazione, il Mef sta provando semplicemente a giocare al ribasso anche perchè salvare le due banche venete allo Stato costerebbe di meno del loro fallimento (Veneto Banca BpVI: quanto costa salvarle? Quanto costa il loro fallimento?). 

Proprio per questo motivo è evidente che la questione è oramai del tutto politica. Massimo Lanza, presidente di Veneto Banca, proprio ieri aveva affermato: “Questa direi che è una questione politica, non stiamo trattando noi, sta al Mef. Noi abbiamo fatto un piano, siamo andati a spiegarlo, l’abbiamo discusso, l’abbiamo negoziato, ci hanno fatto la tac. I tempi lunghi sono un po’ l’unica critica che faccio, il fattore tempo e’ un problema molto molto molto importante”. 

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