UnipolSai in altalena. Rischio multa Antitrust senza cessioni

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Carlo Cimbri alle prese con le cessioni UnipolSaiDopo avere chiuso la prima seduta in lievissimo rialzo e per una capitalizzazione complessiva della compagnia assicurativa di 6,5 miliardi di euro, il titolo UnipolSai si è mosso stamane sulle montagne russe, guadagnando nelle prime battute il 2,5% per cedere a metà seduta il 3,59%.

Si tratta del secondo giorno di contrattazione del titolo a Piazza Affari, nato dalla fusione tra il Gruppo Unipol e quello Fondiaria Sai, incluse Premafin e Milano Assicurazioni. Da ieri, infatti, esiste solo il titolo UnipolSai e quello della controllante Unipol Gruppo Finanziario.

L’amministratore delegato Carlo Cimbri ha affermato in un’intervista al Sole 24 Ore che il 2013 potrebbe essersi chiuso per il nuovo gruppo con risultati migliori dei target fissati dal piano industriale e che sarà rispettato l’obiettivo di utili per 814 milioni al 2015, dopo 350 milioni di sinergie dalla fusione.

Allo stesso tempo, l’ad ha ribadito che le tre categorie di azioni (ordinario, di risparmio A e B) dovrebbero essere unificate per consentire una gestione più efficace del capitale, mentre ha sì annunciato che il gruppo sta verificando l’offerta della compagnia belga Ageas per la cessione del ramo premi, come imposto dall’Antitrust, ma che ciò avverrà solo a condizioni di mercato e di contesto generale considerate congrue.

Rischio sanzione Antitrust

Il problema sta nel fattore tempo. Non essendo stata in grado di cedere entro il 31 dicembre, come l’authority aveva imposto,UnipolSai ha ancora solo altri 8 giorni di tempo per farlo. Successivamente al 15 gennaio potrebbe esserle comminata una sanzione pari all’1% del fatturato, che ammontava a 15,5 miliardi nel 2012. 

Cimbri potrebbe chiedere al presidente Giovanni Pitruzzella una deroga, ma si tratterebbe solo di rinviare la scadenza di pochi giorni.

La sostanza è che deve vendere e Bologna, invece, tentenna.

Di certo, ieri a Piazza Affari è sbarcato il secondo gruppo assicurativo italiano dopo Generali, con una raccolta premi di 11 miliardi contro i 13 del Leone di Trieste.

UnipolSai dovrà cedere gli asset in eccesso rispetto alla quota del 30% di mercato su base provinciale. Ciò significa che la somma tra la vecchia Unipol e l’ex gruppo Fondiaria non potrà superare tale percentuale provincia per provincia e, pertanto, si dovrà dismettere la rete agenti eccedente. Le cessioni dovrebbero ammontare fino a un massimo di 1,7 miliardi e riguarderebbero i marchi Liguria, Milano e Sasa.

 

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