Caso Unipol, indagini su Consob: non vide un buco da 400 milioni?

Secondo il pm milanese Luigi Orsi, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, avrebbe sopravvalutato il portafoglio dei derivati di Unipol di almeno 400 milioni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Giuseppe Vegas, presidente ConsobIl pm Luigi Orsi della Procura di Milano ha fatto sequestrare anche 60 computer della Consob, la Commissione di vigilanza sulle società quotate, a seguito di alcune anomalie riscontrate nella gestione della fusione tra Unipol e Fondiaria Sai.

I sostanza, per Orsi il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, avrebbe tenuto un comportamento non limpido sulla vicenda e quando nel dicembre scorso diede il via libera definitivo alla fusione, il voto sarebbe stato frutto di una valutazione affatto chiara.

 

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In particolare, la fusione fu approvata con il voto determinante di Vegas, che in qualità di presidente vale doppio, ma non furono accolte le valutazioni di Marcello Minenna, a capo dell’Ufficio analisi quantitative, che aveva parlato di “differenziale negativo di fair value” per i bilanci di Unipol, con riguardo ai titoli strutturati. Minenna chiese che la Consob sollecitasse Unipol a ulteriori rettifiche, oltre i 240 milioni già ordinati, ma Vegas si rifiutò.

Tuttavia, secondo il pm, il portafoglio dei titoli derivati della compagnia delle coop sarebbe stato sopravvalutato per una cifra compresa tra 592 e 647 milioni di euro. Anche sottraendovi i 240 milioni delle rettifiche imposte, il “buco” contabile avrebbe ammontato a 400 milioni. Per quanto tali titoli potrebbero subire variazioni di mercato anche in aumento, sta di fatto che la loro valutazione di partenza sarebbe stata falsata, alterando il valore di Unipol e il prezzo dei concambi, ai danni degli azionisti delle compagnie assicurative dei Ligresti.

Sotto la lente di ingrandimento di Orsi è finito un articolo pubblicato nell’ottobre del 2013 da Repubblica, dove un avvocato dello studio dell’ex ministro Giulio Tremonti, Dario Romagnoli, fece intendere che l’affaire Unipol rischiava di saltare per via di divergenze interne alla Consob. La Vigilanza si sarebbe difesa, sostenendo che le valutazioni diverse tra i vari uffici su un’operazione in corso sarebbe un fatto ordinario, ma il buco esisterebbe e Vegas, per il pm, si sarebbe reso responsabile di un'”agevolazione” fin troppo benevola della finanza rossa.

 

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