Unicredit, il catalizzatore è il nuovo piano industriale

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unicreditUnicredit in evidenza a Piazza Affari. La big del settore bancario continua ad essere al centro dei riflettori assieme ad Intesa Sanpaolo in virtù del clima di attesa per la creazione di una bad bank comune in cui far confluire i crediti deteriorati (Bad bank di sistema, il governo teme contraccolpi sul rating Italia).

Il vero catalizzatore di Unicredit, però, è rappresentato dal nuovo piano industriale Unicredit. La bad bank congiunta con Intesa Sanpaolo, infatti, non vedrà la luce prima della seconda metà del 2014. Nonostante quindi le intenzioni di Piazza Cordusio e di Ca’ de Sass siano decisamente serie, è chiaro che per vedere atti concreti sul fronte bad bank bisognerà attendere un bel pò di mesi. Molto più a portata di mano è invece la presentazione del nuovo piano industriale di Unicredit. Non è un caso che gli analisti di Kepler Cheuvreux affermino che proprio la presentazione del piano sarà uno dei catalizzatori più importanti del titolo bancario in Borsa. nella nota diffusa oggi su Piazza Cordusio si può leggere: “Ci aspettiamo che il nuovo piano industriale continui la ristrutturazione avviata nel 2011, con migliori obiettivi a livello di risparmio sui costi più che raddoppiando gli 1,5 miliardi iniziali, e che estenda il campo dall’Italia, dove il turnaround rimane un fattore chiave, al resto del mondo”.

 

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Gli esperti, inoltre, ritengono che anche il deleverage/derisking costituirà un fattore chiave. Sul fronte patrimoniale, gli analisti ritengono che Unicredit non abbia bisogno di raccogliere altro “capitale sul mercato in quanto dovrebbe essere in grado di generare organicamente 117bps di fully loaded Core Tier 1 in tre anni (fino al 10,9% nel 2016 dal 9,7% previsto per fine 2013)”.

Il prossimo 11 marzo, intanto, Unicredit dovrà togliere il velo dai conti 2013. Quali sono le previsioni di Kepler Cheuvreux a riguardo? Secondo gli esperti, Piazza Cordusio dovrebbe mandare in archivio l’esercizio con un utile netto in pareggio una precedente stima fissava l’utile netto a un miliardo). Il dividendo Unicredit 2014, relativo all’esercizio 2013, dovrebbe invece essere confermato a “0,09 euro per azione con un rendimento dell’1,6%”. Kepler Cheuvreux ha confermato le stime di utile 2014-2015. Nel 2016, gli analisti vedono un utile netto di 3,5 miliardi di euro con un Roce dell’8,1% e un Roe del 5,5%.

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