Unicredit, Europa dell’Est e futura business strategy nell’intervista a Gianni Papa

Stefan Menzel, a Vienna, intervista Gianni Papa, responsabile delle attivita' di UniCredit nell'Europa centro-orientale, al quotidiano 'Handelsblatt'.

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STEFAN MENZEL, Vienna – Mr Papa, le banche sono forzate a riorientarsi. Cosa significa questo per voi nell’Est Europa?

Gianni Papa – Dobbiamo tornare al nostro core-business, tornare alle origini. Unicredit è una banca commerciale tradizionale che ha un focus chiaro sul cliente e che non si impegna nel trading per conto proprio.

Suona tutto molto carino, ma cosa significa in termini concreti?
Gianni Papa – Per esempio, espandere il nostro business cross-border con i clienti corporate di paesi come la Germania. Nessuna altra banca ha la stessa ampiezza di network nell’Est Europa come la abbiamo noi. Pertanto, è logico per noi supportare i clienti corporate nei loro business nell’Est Europa.

Perchè siete interessati alle aziende tedesche in particolare?
Gianni Papa – Perchè abbiamo connessioni con la Hypovereinsbank in Germania, e possiamo offrire ottime connessioni all’Est Europa all’interno del nostro gruppo. Possiamo offrire molte cose che possono rendere più facile la vita alle aziende operanti nell’Est Europa, e la Germania è il primo investitore in tale area.

Suona tutto molto ragionevole. E tutto questo è accaduto al vostro gruppo dopo la crisi finanziaria?
Gianni Papa – Certamente no. Serviamo già 4000 aziende tedesche nell’Europa dell’Est. Vogliamo semplicemente espandere ulteriormente questo tipo di business. Ed una cosa che non va dimenticata è il fatto che Unicredit Group è esso stesso il prodotto di fusioni ed acquisizioni. Pertanto ci è voluto del tempo per sviluppare una certa cultura mutua all’interno del gruppo. Oggi siamo in una posizione molto migliore per offrire questo tipo di business cross-border.

Non siete un pò in ritardo? L’era dei maggiori investimenti nell’Est Europa è finita, non è così?
Gianni Papa Non lo direi. C’è ancora molto in moto. Prendiamo la Russia per esempio: è il mercato automobilistico del futuro. Questo è il motivo per cui stiamo creando una banca automobilistica insieme a Nissan-Renault che stimolerà la vendita di automobili nel mercato russo. E non dimentichiamoci delle piccole e medie imprese, che stanno ancora facendo i loro massimi investimenti nell’Est Europa. Queste sono esattamente le aziende che hanno bisogno della nostra assistenza.

La sofferenza che la vostra compagnia sta vivendo a causa della crisi italiana è un motivo almeno parziale per i vostri sforzi nell’Est Europa?
Gianni Papa – Non ha nulla a che vedere con la situazione in Italia. Noi dobbiamo migliorare nell’Est Europa, anno dopo anno, questo è un punto fondamentale della nostra strategia.
E vorrei spendere una parola sull’Italia: la situazione non è semplice, ma gli indicatori economici mostrano un miglioramento.

State fondendo le vostre sussidiarie nell’area dei paesi baltici, e nella Repubblica Ceca, come in Slovacchia. Non è il vostro obiettivo principale, tagliare i costi?
Gianni Papa – Se noi creiamo una banca più forte, possiamo applicarci meglio nell’economia. Questo è l’obiettivo che perseguiamo tramite le fusioni delle nostre banche sussidiarie in Repubblica Ceca e Slovacchia. E stiamo anche cercando di creare una entità più forte e stabile nell’area Baltica.

Unicredi sta espandendo il suo business solo nei grandi paesi dell’est, come Russia e Polonia. I piccoli paesi finiranno nel dimenticatoio?
Gianni Papa – E perchè? Siamo i leader del mercato in Croazia e Bulgaria, per esempio, e facciamo un ottimo business in tali paesi. Abbiamo detto solamente che il gruppo non farà investimenti addizionali nei paesi più piccoli. Con una quota di mercato del 25% come in Croazia, siamo in una ottima posizione. Una cosa è chiara comunque: dobbiamo lavorare duro per renderci più efficienti in questi mercati più piccoli. Questo include l’aumentare il ritorno sui nostri capitali, muovendoli là dove possono ottenere il ritorno più alto.

I manager tendono ad evitare di rispondere su questioni politiche, ma tenterò: non è preoccupato che l’esempio negativo dell’Ungheria costituisca un precedente per altri paesi?
Gianni Papa – Lei ha ragione sul fatto che movimenti politici populisti sono emersi in diversi paesi dell’Europa dell’Est. Ma io sono ottimista su questo tema. Credo che la ragione prevarrà alla fine. La gente, e non solo nell’Europa dell’Est, sa esattamente per chi vota ad una elezione politica. Pertanto non mi aspetto che questa ondata di populismo si spanda all’intera Europa. La gente capirà che non possono sopravvivere da soli e che avranno pertanto bisogno di “ancora più Europa”.

 

 

 

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