Unicredit ed esposizione in Turchia con Yapi Kredi Bank: il punto dei conti

Unicredit prova a ripartire in borsa dopo il crollo di venerdì ma le notizie in arrivo dalla Turchia non sono positive

di Enzo Lecci, pubblicato il
Unicredit prova a ripartire in borsa dopo il crollo di venerdì ma le notizie in arrivo dalla Turchia non sono positive

Lo scorso venerdì Unicredit è andata a picco in scia al vero e proprio tracollo della lira turca. La caduta della quotazione della big del settore bancario italiano è stata un effetto dell’oramai noto articolo di stampa che indica nella banca guidata da Mustier uno degli istituti più esposti sul debito turco. Parlare di esposizione di Unicredit in Turchia significa soprattutto parlare di Yapi Kredi Bank, la controllata turca di Unicredit. La banca di Mustier ha una partecipazione del 41% nell’istituto di Istanbul. Secondo Credit Suisse, citata da Milano Finanza, la partecipazione turca sarebbe da liquidare, “se si pensa al veloce deterioramento dell’economia turca e che la riserva valutaria di Unicredit a fine giugno era negativa per 2,6 miliardi di euro”. Unicredit, tuttavia, non avrebbe alcuna intenzione di svalutare lasset Yapi Kredi, “valutata a libro 2,5 miliardi” ma con un valore di mercato di appena 1,5 miliardi.

Gli analisti di UBS non condividono il pessimismo che si respira sul mercato in questi giorni. “Yapi, a cambi costanti, è in realtà una banca che macina buoni risultati” hanno affermato che esperti elvetici.

Intanto l’attenzione degli investitori è ora rivolta sull’azionario. Unicredit riuscirà a ripartire a Piazza Affari dopo il pesante ribasso rimediato nell’ultima seduta della scorso settimana?

Argomenti: col_Rullo, Unicredit