Una bad bank per Intesa Sanpaolo? Per gli analisti sarebbe positiva

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Intesa Sanpaolo bad bankSecondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, Intesa Sanpaolo starebbe lavorando alla creazione di una bad bank interna in cui far confluire i 55 miliardi di crediti in sofferenza. Per il sistema bancario italiano sarebbe una vera e propria rivoluzione: mai fino ad oggi, infatti, le banche si erano dotate di una struttura come quella ipotizzata dal FT per meglio gestire le sofferenze detenute in pancia.

Il progetto di creazione di una bad bank sarebbe portato avanti dall’ad Carlo Messina e dal presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli. I due manager, sempre seguendo le indiscrezioni della stampa inglese, sottoporranno questa ipotesi agli azionisti di Intesa nel corso delle prossime settimane. Per il FT il via libera a una ipotesi di questo tipo, che va interpretata come la risposta della banca italiana ai prossimi stress test europei, potrebbe riaprire il dibattito sulla possibile creazione di una bad bank sostenuta dallo stato in cui far confluire tutti i crediti problematici del sistema bancario italiano. Uno scenario per nulla diverso da quanto avvenuto in Irlanda e, più recentemente, in Spagna.

Ad onor di cronaca, c’è da ricordare che i rumors su bad bank italiana sono stati sempre smentiti dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca d’Italia. Del resto Intesa Sanpaolo e Unicredit sono considerate ben capitalizzate in vista degli stress test Eba.

 

 

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La stessa Intesa, per finire, ha recentemente rimborsato i 36 miliardi di euro ottenuti dalla Bce attraverso le operazioni Ltro. Sul senso da dare a questa mossa, avvenuta in anticipo rispetto ai tempi, non c’è comunque comunanza di vedute.

Secondo alcuni osservatori, infatti, il rimborso sarebbe da intendere come il tentativo di Messina di mostrare la forza di Intesa in un momento in cui gli investitori sembrano essere molto preoccupati per le sofferenze bancarie in pancia agli istituti italiani.

Da questo punto di vista, quindi, i rumors del Financial Times si rivelerebbero essere molto di più che delle semplici indiscrezioni di stampa. Per gli analisti di Intermonte la creazione di una bad bank interna a Intesa Sanpaolo sarebbe positiva  perchè permetterebbe “di migliorare la gestione dei crediti problematici, il loro recupero, ma anche accelerarne il processo di cessione”.

Intesa Sanpaolo a Piazza Affari sta cedendo lo 0,5% contro un Ftse Mib in calo dello 0,66%.

 

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