Ubi: nel secondo trimestre 2019 proventi operativi stabili ed in linea con le stime

Ubi archivia il secondo trimestre 2019 con proventi operativi sostanzialmenti stabili ed in linea con le stime.

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Ubi archivia il secondo trimestre 2019 con proventi operativi sostanzialmenti stabili ed in linea con le stime.

Ubi archivia il secondo trimestre 2019 con proventi operativi sostanzialmenti stabili ed in linea con le stime.

Conto economico secondo trimestre 2019

Ubi chiude il periodo aprile-giugno 2019 con proventi operativi a 908,4 milioni, in lieve riduzione rispetto ai 915,3 milioni (-0,7%) ma leggermente superiori al consensus di 905 milioni (+0,4%).

I proventi core, ossia margine d’interesse e commissioni nette, si attestano nel complesso a 852,6 milioni, risultando sostanzialmente stabili rispetto agli 859,2 milioni del corrispondente periodo del 2018.

I costi operativi si attestano a 587,4 milioni, in riduzione del 2,3% rispetto ai 601,4 milioni del secondo trimestre 2018 e moderatamente inferiori al consensus di 594 milioni (-1,1%).

Il periodo si è chiuso infine con un utile netto contabile di 48,7 milioni. Questo valore non è però  comparabile a quello del consensus pari a 102 milioni, in quanto include l’impatto da 104 milioni lordi (70 milioni netti) generato dalla cessione di 900 milioni di Npl comunicato lo scorso 22 luglio; il consensus era stato invece pubblicato il 18 luglio.

Situazione patrimoniale e finanziaria

A fine giugno 2019 i crediti netti verso la clientela si attestano complessivamente a 86,1 miliardi, in calo rispetto agli 89 miliardi di fine dicembre 2018

Al 30 giugno 2019 lo stock di crediti deteriorati lordi si attesta a 9 miliardi, in calo di 713,9 milioni di euro da fine 2018. L’incidenza sul totale dei crediti lordi si è ridotta al 9,97% (9,23% pro-forma a seguito delle cessioni di sofferenze del settore leasing già annunciate) dal 10,42% di inizio anno.

A fine giugno 2019, le coperture dei crediti deteriorati complessivi appaiono in crescita sia in termini di coperture contabili (al 40,99% rispetto al 38,5% a fine 2018) che includendo le svalutazioni (al 49,55% rispetto al 46,01% a fine 2018). In termini netti, gli stock di crediti deteriorati sono scesi a 5,31 miliardi dai 5,98 miliardi di fine 2018.

In termini netti, gli stock di crediti deteriorati sono scesi a 5,31 miliardi rispetto ai 5,98 miliardi del 31 dicembre 2018, con una contrazione dell’11,1% (o 663,7 milioni). L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti, scende al 6,17% dal 6,72% del 31.12.2018.

Al 30 giugno 2019, il patrimonio netto del Gruppo, incluso l’utile, ammonta a 9.244.100 mila euro, in
salita rispetto ai 9.163.288 mila euro di dicembre 2018.

Sul fronte della solidità patrimoniale si rileva che: il CET1 Ratio di Gruppo si attesta al 12% fully loaded (11,34% a fine 2018); il Total Capital Ratio del Gruppo ammonta al 15,05% fully loaded (era il 13,44% al 31.12.

2018) e al 15,10% phased in (era il 13,80% al 31.12.2018).

Outlook

Il management della società attende che “la seconda parte dell’anno sarà influenzata dalle politiche ulteriormente accomodanti sui tassi recentemente annunciate dalla Banca Centrale Europea. Per UBI proseguirà la strategia di estrema disciplina del prezzo degli impieghi a salvaguardia del margine complessivo. Il buon andamento delle commissioni è atteso proseguire alle attuali condizioni di mercato. E’ confermata la strategia di diversificazione delle attività finanziarie del banking book. I costi beneficeranno tra l’altro dell’uscita di oltre 300 persone avvenuta in esecuzione dell’Accordo sindacale del marzo 2019, nonché del continuo controllo dei costi amministrativi. Il Gruppo proseguirà nella riduzione dei crediti deteriorati tramite la gestione interna del recupero crediti, fulcro dell’NPL Strategy, e il perfezionamento della cessione delle posizioni in sofferenza di UBI Leasing. Eventuali ulteriori cessioni opportunistiche verranno valutate solo se efficienti sotto il profilo patrimoniale coerentemente con quelle recentemente concluse”.

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