Nokia e Ericsson, scende il freddo sulle trimestrali scandinavi

Deludono le performance delle due grandi quotate scadinave. In particolare, continua a non convincere Nokia mentre la svedese fa comunque meglio dell'anno scorso

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Vendite su Nokia, dopo la pubblicazione della seconda trimestrale del 2013. Il titolo è sceso sotto i 3 euro, perdendo quasi il 4,5% nella mattinata, a 2,96 euro.

Su base annua, infatti, l’ex gigante delle telecomunicazioni ha riportato un calo delle vendite del 24,5% a 5,695 miliardi di euro. Le attese erano per un fatturato di 6,4 miliardi. In particolare, sono stati venduti 7,4 milioni di smartphone Lumia, il 32% in più del primo trimestre, ma meno degli 8,1 milioni previsti.

In totale, la società ha chiuso con un rosso di 227 milioni di euro, l’84% in meno del passivo da 1,408 miliardi riportato nel secondo trimestre del 2012. In calo anche la liquidità, che scende a 4,1 miliardi dai 4,5 miliardi del 31 marzo scorso.

Nonostante gli sforzi dell’ad Stephen Elop, quindi, non si intravede un rilancio della ex numero uno della telefonia, sorpassata abbondantemente da Apple e Samsung. Il manager sta cercando di creare valore per gli azionisti, tramite una politica di tagli e il riacquisto della quota nella joint venture con Siemens.

Il titolo aveva guadagnato il 23% prima della pubblicazione della trimestrale di oggi, sulla speranza di una ripresa della società finlandese.

 

Trimestrale Ericsson in chiaroscuro

E restando in Scandinavia, ma spostandoci in Svezia, anche qui c’è stata oggi delusione per i risultati di un’altra grande società, operante nel ramo della fornitura di tecnologie e servizi per gli operatori della comunicazione, la Ericsson. La società ha chiuso il secondo trimestre del 2013 con ricavi per 55,3 miliardi di corone (6,4 miliardi di dollari USA), inferiore al consensus Bloomberg di 56 miliardi. Anche il margine lordo è stato lievemente al di sotto delle attese, pari al 32,4% rispetto al 32,6% stimato. Tuttavia, l’utile netto è stato di 1,50 miliardi, in crescita del 26% dagli 1,20 miliardi di un anno prima.

L’ebit si è attestato a 2,5 miliardi, in crescita anch’esso dai 2,1 miliardi del secondo trimestre del 2012, pur appesantito da oneri straordinari per cessioni, pari a 0,9 miliardi.

Nonostante i risultati molto positivi e in crescita, le attese forse un pò troppo ottimistiche stanno deprimendo il titolo, che in mattinata perdeva quasi il 4,6% alla Borsa di Stoccolma.

 

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