Trimestrali Intesa e Unicredit, ecco un confronto e le prospettive

Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto in crescita su base annua del 64,4% a 503 milioni di euro e ben al di sopra dei 281,5 milioni attesi dagli analisti. In aumento anche i ricavi, cresciuti del 4,5% a 4,108 miliardi. Si è trattata della migliore trimestrale degli ultimi due […]

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Intesa e Unicredit, le trimestrali a confrontoIntesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto in crescita su base annua del 64,4% a 503 milioni di euro e ben al di sopra dei 281,5 milioni attesi dagli analisti. In aumento anche i ricavi, cresciuti del 4,5% a 4,108 miliardi. Si è trattata della migliore trimestrale degli ultimi due anni, ha commentato Cà de Sass in una nota.

Il Common Equity Tier 1 pro forma è cresciuto al 12,6% a marzo dal 12,3% di fine dicembre, tra i più alti in tutta l’Eurozona, pari a un capitale in eccesso di 9 miliardi sui requisiti minimi imposti con l'”Asset Quality Review” e a un cuscinetto di capitale di 12 miliardi per l’esercizio in corso.

L’istituto ha mostrato anche un aumento dei crediti deteriorati a 31,1 miliardi di euro, lo 0,6% in più dei 30,9 miliardi di fine 2013. In particolare, le sofferenze sono cresciute da 12,18 a 13,18 miliardi, mentre le nuove coperture sono state di solo un miliardo contro i tre miliardi dell’ultimo trimestre del 2013 e gli 1,158 miliardi del primo trimestre dello scorso anno.

 

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L’ad Carlo Messina ha rassicurato che gli obiettivi di reddito saranno perseguiti nel pieno rispetto della solidità patrimoniale di Intesa e della liquidità, confermando anche lo stacco complessivo di 10 miliardi di euro in cedole, previsto dal nuovo Piano Industriale.

Trimestrale Unicredit

Balzo degli utili anche per Unicredit, che ha archiviato il primo trimestre con un risultato netto positivo in crescita del 58,8% a 712 milioni. Il consensus era per un utile netto di 550 milioni.

Gli accantonamenti nel trimestre su crediti sono stati pari a 838 milioni, il 28,5% in meno degli 1,17 miliardi di un anno prima. Gli analisti si attendevano accantonamenti per 1,12 miliardi, dopo i 9,3 miliardi dell’ultimo trimestre dello scorso anno.  In miglioramento anche i ratios patrimoniali, con il Common Equity Tier 1 al 9,5%, +11 punti base da dicembre 2013.

A questo punto, l’obiettivo di un utile netto di 2 miliardi di euro per l’intero 2014 sembra alla portata, dopo che il 2013 si è chiuso con conti in rosso per 15 miliardi di euro, a causa delle pesanti maxi-rettifiche sui crediti.

L’ad Federico Ghizzoni ha anticipato che Unicredit pagherà 215 milioni di euro di tasse in più quest’anno, dato che il governo Renzi ha voluto anticipare al 2014 il pagamento dell’imposta dovuta sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia. Esso sarà contabilizzato, spiega, nel secondo trimestre.

 

 

 

 

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