Trimestrale Ubi Banca: sorpresa utili nel secondo trimestre ma il semestre non convince

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Ubi-Banca dividendoUbi Banca batte le attese e consegna alla comunità finanziaria una trimestrale che non passerà certamente inosservata. L’istituto bancario, infatti, ha fatto meglio delle attese e ha messo in cassaforte un utile  pari a 26,5 milioni di euro, un dato che supera i 22,2 milioni attesi dagli analisti. L’utile operativo si è invece attestato a 852,4 milioni, il 6,6% in più rispetto al primo trimestre dell’anno. Buone notizie anche dal fronte patrimoniale con il core tier 1 che a fine giugno era pari al 12,1%. 

Le notizie positive per Ubi si fermano comunque solo al periodo aprile-giugno. Su base semestrale, infatti, Ubi ha confermato tutte le debolezze già messe in evidenza dagli analisti in fase di stime.

La banca, infatti, ha chiuso il primo semestre 2013 con un utile  netto di 52,9 milioni, il 66,8% in meno rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. I proventi operativi sono calati del 7,9% a 1,65 miliardi, con un margine di interesse in flessione del 13,7% a 845,4 milioni. In quetso caso il calo viene imputato dalla banca “ai minori impieghi e ai tassi ai minimi storici”.

In calo anche gli oneri operativi (scesi del 5,7% a quota 1,07 mld) mentre le commissioni nette si sono attestate a 602,2 milioni (+2,8%). Andando al fronte patrimoniale,  al 30 giugno 2013, gli impieghi verso la clientela ammontavano a 91,3 miliardi di euro in diminuzione dell’1,1% rispetto ai 92,3 miliardi del marzo 2013 e dell’1,7% rispetto ai 92,9 miliardi di dicembre 2012, risentendo della debolezza della domanda di credito da parte sia delle famiglie che delle aziende.

Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati netti (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) è pari a 8,7 miliardi (11,8 miliardi in termini lordi) rispetto agli 8,5 miliardi (11,5 miliardi in termini lordi) di marzo 2013 e agli 8,1 miliardi (circa 11 miliardi in termini lordi) del 31 dicembre 2012, principalmente per effetto del deterioramento del contesto economico ma anche dell’internalizzazione delle pratiche conseguente alla dismissione delle reti terze che operavano con la ex Banca 24/7.

 

 

 

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