Trimestrale Ubi Banca: sale l’utile netto nel primo trimestre 2014

Cresce anche il margine di interesse (+8,9%) nel primo trimestre 2014

di Enzo Lecci, pubblicato il

Ubi BancaTrimestrale decisamente positiva per Ubi Banca. La quotata, infatti, ha mandato in archivio i primi 3 mesi del 2014 con un utile netto di 58,1 milioni rispetto ai 26,5 milioni nel primo trimestre del 2013. Subito positivo l’impatto a Piazza Affari. Ubi Banca in avvio di contrattazioni, a fronte di un Ftse Mib debole, sta mettendo in cassaforte l’1,3%.

I primi mesi del 2014 hanno evidenziato, da un lato, il buon andamento del margine d’interesse, per quanto i volumi intermediati continuino, pur in presenza dei primi segnali positivi relativi alle nuove erogazioni, ad essere in flessione, nonché dell’attività finanziaria, grazie al calo degli spread sui titoli governativi, e, dall’altro lato, il proseguimento dell’attenta gestione degli oneri operativi, che ha portato ad un minor costo strutturale di funzionamento. 
Nel primo trimestre dell’esercizio, la gestione economica del Gruppo ha generato un risultato della gestione operativa in crescita a 332,2 milioni di euro, in salita del 27% rispetto ai 261,5 milioni conseguiti nel 2013. I proventi operativi si sono attestati a 853,4 milioni, segnando un incremento del 6,7% rispetto ai 799,8 milioni del primo trimestre del 2013 grazie alla dinamica dei ricavi “core”. 


Il margine d’interesse (inclusivo di PPA) è risultato pari a 454,5 milioni di euro, in crescita dell’8,9% (+37 milioni) anno su anno, in gran parte grazie alla buona evoluzione dei risultati dell’intermediazione con la clientela, saliti a 360,9 milioni (+ 23,5 milioni), a seguito del miglioramento della forbice clientela, passata a 179 punti base dai 159 del 1° trimestre 2013 (era 174 punti base nel quarto trimestre 2013), essenzialmente in relazione al significativo decremento del costo della raccolta. A parità di giorni di calendario, il margine d’interesse risulterebbe in crescita dell’1,1% anche rispetto al 4 trimestre 2013. 
Le commissioni nette si sono attestate a 300,1 milioni di euro rispetto ai 304,8 milioni dell’analogo periodo del 2013, sintetizzando da un lato il buon andamento del comparto legato ai servizi di investimento (+6% a 159,6 milioni) e dall’altro il decremento dei servizi bancari generali (-9,1% a 150,6 milioni), mentre le commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con Garanzia dello Stato sono scese a 10,1 milioni (erano 11,5 milioni nel 1° trimestre 2013) e recepiscono i primi effetti dell’estinzione anticipata di 3 miliardi di tali obbligazioni avvenuto ad inizio marzo. 
Il risultato della finanza è stato pari a 62,6 milioni di euro (42 nel 1° trimestre 2013). 

 

Gli aggregati patrimoniali 

Al 31 marzo 2014, gli impieghi verso la clientela ammontano a 87,1 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,5% rispetto a dicembre 2013, essenzialmente per effetto di una riduzione degli impieghi nelle società prodotto, in corso di rifocalizzazione in termini di mix di clientela, e della naturale diminuzione dello stock di impieghi che non verrà sostituito (relativo a settori a maggiore rischiosità e a reti distributive terze non più utilizzate).

Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) mostra a marzo 2014 i primi timidi segnali di miglioramento, registrando una lieve diminuzione a 12.659 milioni (12.674 a dicembre 2013). Sempre a fine marzo 2014, la copertura dei crediti deteriorati segna un incremento di 74 punti base al 27,26% (era 26,52% a dicembre 2013). Includendo i crediti stralciati, la copertura dei crediti deteriorati sale di 97 punti base al 37,23% (era il 36,26% a dicembre 2013).

 

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