Trimestrale Pirelli, la crisi europea trascina giù l’utile

La buona performance del SudAmerica non basta a Pirelli. Giù Ebitda e ricavi

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La crisi economica fa sentire tutto il suo peso sui conti trimestrali di Pirelli. La contrazione della domanda di beni e servizi, infatti, ha avuto delle ripercussioni sull’utile netto della Bicocca che nel primo trimestre 2013 si è fermato a quota 72,1 mln di euro, il 41,7% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In leggera flessione anche i ricavi che rispetto al primo trimestre 2012 hanno fatto registrare un calo dell’1,3% (ma al netto dell’effetto cambi sarebbero cresciuti del 3,6%).

Nel complesso di può affermare che le difficoltà che Pirelli ha incontrato in Europa sono state solo parzialmente compensate dalla buona performance messa a segno sul mercato sudamericano e su quello cinese (relativamente al segmento Premium). Ecco nel dettaglio le principali voci della trimestrale di Pirelli:

 

Ricavi Pirelli – I ricavi consolidati al 31 marzo 2013 sono pari a 1.536,3 milioni di euro, in riduzione dell’1,3% rispetto ai 1.556,5 milioni di euro del primo trimestre 2012. Il dato ha risentito di un impatto negativo del 4,9% legato ai cambi, essenzialmente per la svalutazione delle monete in Sud America, dello Yen giapponese, della sterlina inglese e di quella egiziana. Al netto dell’effetto cambi, i ricavi complessivi sono pertanto cresciuti del 3,6%.

 

Ebitda Pirelli – Il margine operativo lordo (EBITDA) ante oneri di ristrutturazione è pari a 255,3 milioni di euro, in flessione dell’8,5% rispetto ai 279,1 milioni di euro del corrispondente periodo 2012.

 

Utile netto Pirelli – L’utile netto consolidato totale è pari a 72,1 milioni di euro, in calo del 41,7% rispetto ai 123,6 milioni di euro del corrispondente periodo 2012. Sul risultato hanno inciso l’incremento degli oneri finanziari, 58,6 milioni di euro rispetto ai 24,3 milioni di euro del corrispondente periodo 2012, legati essenzialmente alla crescita dell’indebitamento, all’impatto negativo pari a 8,3 milioni di euro della svalutazione della moneta venezuelana e al provento non ricorrente pari a 8,7 milioni di euro registrato nel primo trimestre 2012 e collegato all’avvio delle attività russe. 

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