Trimestrale Mediobanca: crolla utile sui 9 mesi, pesano svalutazioni Generali

Mediobanca chiude il terzo trimestre con un rosso da 86,6 mln di euro. Core Tier 1 migliora al 12% nei primi nove mesi

di Enzo Lecci, pubblicato il

Trimestrale amara per Mediobanca. Piazzetta Cuccia ha mandato in archivio gli ultimi nove mesi dell’esercizio con l’utile in forte calo a forte comunque di un deciso rafforzamento patrimoniale. Venendo ai numeri, al 31 marzo scorso il risultato netto di Mediobanca era pari a 37,2 milioni, in flessione del 64,5% rispetto ai 105 milioni messi in cassa nello stesso periodo dello scorso anno.

Come specificato dal comunicato stampa di Piazzetta Cuccia, sull’andamento degli ultimi 9 mesi ha pesato il recepimento della pulizia di bilancio fatta da Generali alla fine dello scorso anno. (ben 1,3 miliardi di svalutazioni), che ha avuto un impatto negativo sul terzo trimestre di Mediobanca, chiuso con una perdita pari a 86,6 mln di euro contro l’utile di 41,5 mln di euro dell’anno precedente.

Core Tier 1 Mediobanca – Buona notizie fronte patrimoniale. Il Core Tier 1 è salito al 12% dall’11,8% di dicembre e dall’11,1% del marzo 2012. Per Mediobanca si tratta di un record a livello europeo.

 

Principali voci delle relazione trimestrale di Mediobanca al 31 marzo 2013

L’utile netto dei nove mesi è sceso da 104,9 a 37,2 milioni a causa della perdita da Principal Investing (raddoppiata a -211,5 milioni) e per la contrazione dell’attività bancaria frenata dal rallentamento congiunturale e dall’andamento dei tassi.

Sul fronte patrimoniale:

  • gli indici di patrimonializzazione risultano essere in miglioramento: l’indice Core Tier1 sale al 12,0% (11,1% a mar.12), l’indice Total Capital al 15,2% (13,7%) per la riduzione degli attivi a rischio (RWA -2% a 54 miliardi) e la ripresa delle riserve di valutazione;
  • il processo di deleveraging dei crediti corporate (scesi in un anno da 18,6 a 15,8 miliardi) e di riduzione del profilo di rischio è stato concluso
  • gli indici di copertura del credito risultano in ulteriore rafforzamento: 70% per le sofferenze (59% a mar.12), 47% per le attività deteriorate (37% a mar.12). Le attività deteriorate (sofferenze, incagli, attività ristrutturate e scadute) seppur in crescita (da 840 a 955 milioni nell’ultimo anno, ma in calo rispetto a dic.12) mantengono un’incidenza contenuta sugli impieghi (2,8%, pari a circa un terzo di quella di sistema);
  • La raccolta e gli impieghi di tesoreria sono stati ottimizzati nei nove mesi.

 

Ricavi Mediobanca – I ricavi scendono a 1.244,5m (-13,8% a/a): la stabilità del segmento retail (ricavi RPB a 736 milioni), che rappresenta il 60% dei ricavi bancari, bilancia la maggiore volatilità strutturale del segmento corporate (ricavi CIB a 572 milioni, -26% a/a) penalizzato dalla riduzione degli attivi e dalla discesa dei rendimenti. Passando all’esame delle singole voci:

 

Costi di struttura – I costi di struttura diminuiscono del 5,6% (da 595,1 a 561,5 milioni) per minori costi del personale (– 3,1%) ed amministrativi (–8,3%). Le rettifiche su crediti crescono da 326,8 a 363,7 milioni (+11,3%) e riflettono la crescente difficoltà di imprese e famiglie e il correlato aumento degli indici di copertura in tutti i segmenti di attività. Le rettifiche riconducibili al comparto famiglie salgono da 235 a 263,4 milioni, quelle del large corporate da 68,9 a 82,5 milioni. Il costo del rischio, in presenza di impieghi in calo del 9%, cresce da 120 a 137 bps.

 

Argomenti: Borsa Milano