Trimestrale Fiat, la crisi si fa sentire: calano utile e ricavi

Inferiore alle attese il contributo di Chrysler, l'utile trimestrale di Fiat si ferma a 31 mln di euro

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I numeri del primo trimestre 2013 di Fiat rispecchiano quella che è la fase decisamente critica che il mercato automobilistico occidentale sta attraversando. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo, infatti, il Lingotto ha fatto registrare un calo di utili e ricavi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante questa performance negativa, la multinazionale di Torino non ha comunque rivisto i target sull’intero anno.

 

 

Trimestrale Fiat: le principali voci

Venendo ai numeri, i ricavi trimestrali di Fiat hanno registrato un calo del  del 2% a quota 19,8 miliardi di euro. Nel comunicato stampa del Lingotto si tende comunque a ridimensionare questa flessione poichè a parità di cambi di conversione la crescita di LATAM, APAC e dei Marchi di Lusso e Sportivi ha pressoché compensato i cali in NAFTA ed EMEA.

Forte flessione, invece, per il Risultato della gestione ordinaria che si è fermato a 618 milioni di euro contro i 806 milioni di euro del primo trimestre 2012 (rideterminati a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19). La decisa flessione su base annua del risultato è stata provocata dalla riduzione di circa 200 milioni di euro in NAFTA per i costi industriali e i minori volumi correlati al lancio della nuova versione 2014 della Jeep Grand Cherokee e della gamma 2013 del Ram Heavy Duty truck, oltre alle attività di preparazione per l’avvio della produzione nel prossimo trimestre della versione completamente rinnovata della Jeep Cherokee 2014.

Notizie negative anche per quanto riguarda l’utile netto che è stato pari a 31 milioni di euro contro i 262 milioni di euro nel primo trimestre 2012.

Sul fronte relativo all’indebitamento netto industriale, Fiat  al 31 marzo 2013 aveva un debito pari a 7,1 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 6,5 miliardi di euro di fine 2012. Per Fiat esclusa Chrysler il debito netto industriale era di 5,7 miliardi di euro con un aumento di 0,7 miliardi di euro rispetto a fine 2012 dovuto interamente agli investimenti del periodo; tuttavia la crescita del debito netto industriale nel trimestre si è dimezzata rispetto a quella registrata nel primo trimestre del 2012. Chrysler ha ridotto il proprio debito netto industriale di 0,1 miliardi di euro a 1,4 miliardi di euro, con oltre 1 miliardo di euro di cash flow operativo in parte compensato da investimenti per 0,9 miliardi di euro.

La liquidità disponibile complessiva, invece, si è attestata a 21,3 miliardi di euro (20,8 miliardi di euro a fine 2012), di cui 11 miliardi di euro relativi a Fiat esclusa Chrysler (11,1 miliardi di euro a fine 2012) e 10,3 miliardi di euro relativi a Chrysler (9,8 miliardi di euro a fine 2012).

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