Trimestrale Campari, la bassa stagionalità fa crollare l’utile netto

Risultati trimestrali decisamente deboli per Campari che va subito giù a Piazza Affari

di , pubblicato il

La bassa stagionalità ha impattato in modo negativo sulla trimestrale di Campari. La celebre società del comparto Food and Beverage ha mandato in archivio i primi tre mesi dell’anno con risultati deboli nonostante l’aumento del 12,9% delle vendite.

 

Utile netto Campari in forte calo – A spiccare, in particolare, è il calo dell’utile netto del gruppo prima delle imposte sceso a 39,4 mln di euro, il 25,4% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Segnali negativi anche dall’Ebitda che  è calato del 20% a 57,1 milioni, dal debito netto finanziario che è salito a 914,1 milioni rispetto a 869,7 milioni al 31 dicembre 2012 e dall’Ebit. Quest’ultimo è stato pari a 51,5 milioni, in calo del -17,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e pari al 16,3% delle vendite.

Come si sottolineava all’inizio, i risultati deboli sono stati causati dalla “contingente riduzione delle scorte attuata dai distributori in Italia a seguito dell’introduzione di disposizioni legislative restrittive in termini di pagamento (cosiddetto articolo 62)”. Secondo il ceo di Campari questo fenomeno ha determinato tra l’altro “un significativo deterioramento del salex mix e ulteriormente amplificato l’impatto negativo della debolezza dei consumi locali”. I deboli numeri del mercato italiano non sono stati compensati dalla positiva performance dell’area Usa, Sud America e Est Europa (in primis Russia).

Immediata la reazione a Piazza Affari con il titolo Campari subito sommerso dalla vendite. Al giro di boa delle 13,30 Campari sta cedendo il 2,03%. 

 

Argomenti: ,