MPS inarrestabile sale anche oggi. La Fondazione vende l’8%, ma chi compra?

La Fondazione MPS avrebbe venduto l'8% della banca, ma sono grosso modo ignoti i nomi dei compratori. Ecco cosa è successo ieri.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Boom titolo MPS, Fondazione inizia a vendereIl titolo MPS è letteralmente esploso a Piazza Affari ieri, volando del 19,2% a 0,22 euro. Record anche per i volumi scambiati: 1,45 miliardi di azioni, pari al 12,4% dell’intero capitale sociale e 10 volte in più la media giornaliera degli ultimi 30 giorni. E stamane, nelle prime battute, il titolo è salito ancora di un altro 6%, portando a oltre il 25% i guadagni dall’inizio della giornata di ieri.

Cos’è successo?

Gli analisti hanno idee differenti su cosa sia accaduto nella giornata di ieri. C’è chi parla di ricoperture di posizioni corte, chi mette in evidenza i flussi di acquisti dall’America, notando come il boom del titolo MPS sia avvenuto, in particolare, dopo l’apertura di Wall Street.

Di certo, un tonificante per il titolo sarà arrivato dal calo dello spread, sceso a 175 punti base, cioè ai minimi da gennaio 2011, con il rendimento dei BTp a 10 anni al 3,37%, il tasso più basso dal 31 agosto del 2005, quando di toccò il minimo storico del 3,3%. E sappiamo che l’andamento dello spread non è neutrale per quello del titolo MPS, visto che la banca detiene titoli di stato italiani per quasi 24 miliardi di euro.

 

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Ma lo spread non è sceso tutto d’un tratto e il boom di Siena in borsa non si spiegherebbe con esso. E’ probabile, invece, che la Fondazione MPS stia iniziando a vendere finalmente parte del suo 31%, prima che venga esercitato l’aumento di capitale successivamente alla data del 12 maggio, come approvato in assemblea a dicembre. Un indizio in tal senso arriverebbe dalla riunione di ieri della Deputazione amministratrice dell’Ente, chiamata ad approvare l’azione di responsabilità contro i suoi ex vertici per il danno subito dai due aumenti del 2008 e del 2011, approvati con il loro voto determinante in assemblea. Il presidente Antonella Mansi non era, infatti, presente e ha partecipato in video conferenza, perché presumibilmente impegnata a stringere un accordo con qualche investitore per la cessione di parte della quota della Fondazione.

Ma chi compra?

Secondo il quotidiano Sole 24 Ore, la Fondazione avrebbe venduto ieri l’8% del capitale MPS al prezzo medio di 16-17 centesimi, vicino ai 18 centesimi desiderati dall’Ente. E si cita qualche nome di acquirente: il fondo OchZiff Capital Management, che già nelle scorse settimane si era mostrato interessato a rilevare parte dell’istituto senese.

Ma si fanno anche i nomi di un investitore del sud est asiatico (si era parlato del fondo sovrano del Qatar, Aabar, nelle scorse settimane), ma anche di Equinox di Salvatore Mancuso. Quest’ultimo era stato già interessato a rilevare parte di MPS dalla Fondazione, ai tempi in cui a presiederla vi era Gabriello Mancini.

Il boom del titolo ha indotto la Consob ad accendere i fari. L’authority avrebbe chiesto agli acquirenti italiani e stranieri di comunicare per conto di chi stanno operando.

Il forte rialzo di ieri potrebbe facilitare la cessione delle azioni in mano alla Fondazione al prezzo di 18 centesimi, quello che da mesi chiede la Mansi, senza che abbia sinora trovato investitori disponibili.

Il monito di Bruxelles

Eppure, in assenza dei forti acquisti, il titolo ieri avrebbe potuto subire qualche scossone a Piazza Affari, dopo che il commissario alla Concorrenza, Joachim Almunia, ha dato l’ok definitivo ai Monti-bond, ma avvertendo Siena che dovrà in ogni caso rimborsare le obbligazioni ad ogni costo e che la cedola annua del 9% va sempre pagata al Tesoro.

Se il taglio dei costi sarà insufficiente a produrre un risultato positivo, bisognerà pensare a tagli addizionali, così come saranno impedite azioni distorsive della concorrenza, attraverso l’utilizzo dei 4,07 miliardi di euro dei Monti-bond. Da qui al 2017 – anno ultimo previsto per il rimborso dei titoli – MPS non potrà effettuare rilevazioni, se non autorizzate e non potrà esercitare strategie commerciali aggressive.

Molto limitato, invece, sarebbe l’impatto della contabilizzazione delle perdite sui derivati Alexandria e Santorini, secondo Bruxelles: 342 milioni di euro al 2017, non tale da creare problemi di patrimonializzazione.

 

Argomenti: Borsa Milano, col_Rullo, Monte Paschi Siena

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