Tim: anche Glass Lewis si schiera contro Vivendi. Le motivazioni

Anche il Proxy Advisor Glass Lewis, dopo Iss e Frontis, si schiera contro Vivendi. Qui le motivazioni.

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Anche il Proxy Advisor Glass Lewis, dopo Iss e Frontis, si schiera contro Vivendi. Qui le motivazioni.

Anche il Proxy Advisor Glass Lewis, dopo Iss e Frontis, si schiera contro la proposta di Vivendi circa la rimozione di 5 consiglieri facenti capo al fondo Elliott. Tale presa di posizione arriva nel giorno in cui il Cda è chiamato a riunirsi per discutere la relazione dei sindaci che mette alle strette, ancora una volta, il fondo Elliott e il colosso dei media Vivendi; nello specifico si invita il presidente Fulvio Conti a rispondere circa “le asimmetrie informative” riguardanti il licenziamento dell’ex amministratore delegato Amos Genish.

Tim: anche Frontis contro Vivendi

A detta del proxy Advisor glass Lewis, le motivazioni di Vivendi sono “marcatamente incomplete”, basate più “su accuse speciose, rivelazioni parziali e prospettive auto discolpanti che su fatti oggettivi”. I materiali presentati dalla media company “sono anche poco chiari sulle strategie alternative per Tim, tranne le sconcertanti indicazioni secondo le quali Vivendi potrebbe semplicemente desiderare di tornare nel vivo dei processi decisionali della società” . Secondo Glass Lewis la strada corretta da intraprendere è quella tale per cui “gli investitori segnalino nuovamente e chiaramente come un’espansione dell’influenza di Vivendi nel consiglio non sia giustificata”. Tuttavia, sottolinea il proxy advisor, tutto ciò non vuol dire che l’attuale struttura del cda “sia priva di problemi di credibilità”. In particolare Glass Lewis nota che la relazione del collegio dei sindaci, nonostante sia in gran parte sfavorevole alle critiche di Vivendi, “evidenzi oggettivamente il fallimento da parte di Fulvio Conti, nella sua veste di presidente, nel fornire una divulgazione equa e nello stesso tempo a tutti i consiglieri. Questa circostanza probabilmente invita i restanti consiglieri, nella loro indipendenza di giudizio, a trovare una soluzione a quanto affermato dal collegio, in assenza di una formale raccomandazione da parte di un’autorità indipendente”.

 

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