Terna, azionisti bocciano requisiti onorabilità. L’addio di Roth e Cattaneo

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Terna, bocciati requisiti onorabilitàL’assemblea degli azionisti di Terna ha bocciato i requisiti di onorabilità che il socio forte, la Cdp (29,851%), aveva chiesto di introdurre nello statuto. Trattandosi si una modifica statutaria, era necessaria la maggioranza dei due terzi del capitale presente, ma hanno votato a favore il 60,5% del capitale e contro il 36,15%. Il capitale presente in assemblea era del 60,1%.

I requisiti di onorabilità erano già stati bocciati dalle rispettive assemblee di Eni e Finmeccanica, mentre sono stati approvati da Enel. Essi prevedono la non candidabilità e la decadenza degli amministratori rinviati a giudizio per tutta una serie di reati, dall’attività bancaria, a quelli contro la pubblica amministrazione, passando per quelli di materia tributaria.

 

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Si tratta di una terza sconfitta per il governo Renzi, che sostiene tramite il Tesoro e la Cdp l’inserimento di tali clausole negli statuti delle società a partecipazione pubblica.

In assemblea, parte degli azionisti ha protestato per la decisione dei vertici di tenere prima la parte straordinaria e successivamente quella ordinaria.

Il presidente Luigi Roth e l’ad Flavio Cattaneo rivendicano i risultati positivi, raggiunti nel corso dei tre mandati. Non ce ne sarà un quarto per l’oro, dato che saranno sostituiti da Catia Bastioli e Matteo Del Fante. In questi nove anni, spiegano, il ritorno per gli azionisti è stato del 200% e il gruppo Terna contribuisce allo sviluppo della rete in Italia, con investimenti nell’esercizio per 1,21 miliardi di euro, in calo su base annua dell’1,9%, ma per via del blocco di una linea.

 

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