Telefonica si prepara all’assalto di Telecom Italia

Gli spagnoli puntano al controllo della compagnia, ma devono affrontare problemi su diversi fronti. Contatti con Anatel su questione Tim Brasil mentre restano in campo diverse opzioni per rilevare le quote in Telco

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

telecom italiaTelefonica sarebbe decisa a rilevare il controllo di Telecom Italia, di cui detiene indirettamente oggi il 10,34%, attraverso il 46,18% in Telco, la holding al 22,4% della compagnia. Entro il 28 del mese, gli altri soci in Telco (Generali, Mediobanca e Intesa SP) dovranno comunicare se intendono restare o meno nella holding. L’ipotesi più plausibile è che gli italiani decidano di lasciare e vendano a Telefonica le loro azioni, che ai prezzi attuali di borsa varrebbero un miliardo di euro.

Tuttavia, si apprende che gli spagnoli non avrebbero intenzione di aumentare il loro già alto debito da 52 miliardi, puntando ad accollarsi semmai il debito in scadenza a novembre per 1,05 miliardi di tutta Telco, di cui per oltre 560 milioni a carico dei soci italiani. Resta, però, circa mezzo miliardo che dovrebbe in ogni caso essere onorato in liquidità, ma accrescendo il debito. A tale proposito, questa mattina la controllata Telefonica Europe Bv ha emesso un bond subordinato unsecured senior da 625 milioni di euro.

 

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Non ci vuole molta fantasia per capire che si tratterebbe di una mossa di Telefonica per ottenere le risorse necessarie per consentire a Telco di partecipare pro-quota all’aumento di capitale da 3 miliardi di Telecom. Ciò significa, però, che gli spagnoli ragionerebbero come se tutta la holding fosse già loro, dando per scontato che gli italiani venderanno a loro. Se fosse così, resta il problema di come finanziare il miliardo per l’acquisizione delle quote degli altri soci. Impossibile, a questo punto, che la compagnia iberica non sia costretta ad aumentare l’indebitamento finanziario, vuoi che si accolli il debito e paghi il resto in liquidità, vuoi che tutto il 54% di Telco non ancora suo sia acquisito totalmente con esborsi monetari.

Difficile che gli italiani riescano a spuntare un prezzo superiore ai 60 centesimi di borsa attuali del titolo. Sia essi che Telefonica dovranno iscrivere a bilancio ulteriori minusvalenze, pari a circa un miliardo, essendo ancora il titolo iscritto a bilancio a 1,20 euro, un valore doppio di quanto lo valuti Piazza Affari.

Ma i problemi di Telefonica non finiscono qui. Essendo a capo di Vivo, il primo operatore mobile in Brasile, una volta sciolta Telco, essa si troverebbe a controllare direttamente Telecom, a sua volta controllante Tim Brasil, secondo operatore carioca. L’antitrust brasiliano, Anatel, ha già intimato alla compagnia spagnola che non accetterà alcun tipo di sovrapposizione proprietaria, per cui o vende Vivo o Telecom vende Tim Brasil. Quest’ultima opzione non piace al mercato, trattandosi di un asset in crescita per fatturato e numero di clienti, redditizio per la compagnia italiana.

 

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Proprio in questi giorni, quindi, Telefonica sta intavolando colloqui con i funzionari di Anatel per valutare le soluzioni con impatto minore. L’ipotesi più in voga è che si vada verso uno spezzatino di Tim Brasil.

 

Riassumendo: Telefonica si prepara ad accollarsi il restante 54% di Telco, avendo già a disposizione le risorse per fare partecipare la holding (o ciò che ne rimarrà) pro-quota all’aumento di capitale di Telecom. A questo punto, o si accolla il miliardo di debiti dei soci Telco in scadenza a novembre, rilevando le loro quote per un solo mezzo miliardo, o pagherà loro un miliardo, senza doversi accollare anche la loro parte di debito. La prima soluzione sarebbe forse più ideale per gli spagnoli, i quali potrebbero rifinanziare alla scadenza il debito, senza chiudere la posizione, limitando a mezzo miliardo l’esborso cash verso i soci italiani.

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